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«Qui mi sembra di stare come in Sardegna»

«Qui mi sembra di stare come in Sardegna»

Il sogno di Claudio Ranieri primo in classifica nella Premier League col Leicester: «Siamo tutti amici»

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LEICESTER. Claudio Ranieri ha trovato al Leicester l’ambiente ideale, tanto da paragonarlo a quello vissuto a Catanzaro o a Cagliari. «Siamo ancora tutti amici e ci incontriamo ancora oggi - ricorda dei suoi trascorsi in Calabria - la stessa atmosfera c’era a Cagliari, dove in due anni siamo andati dalla serie C alla A. Quando sono arrivato qui la positività che respiravo era la stessa di quei tempi. Il 20 ottobre, per il mio compleanno, il proprietario si è presentato con due carrelli e le torte dieci minuti prima di andare in campo. Incredibile».

Quella del Leicester City può essere davvero una favola a lieto fine. Salvatasi all’ultima giornata nello scorso campionato, la squadra inglese si è affidata a Claudio Ranieri e dopo 25 giornate si ritrova ancora prima, con cinque punti di vantaggio sulle seconde e dopo una settimana in cui ha battuto Liverpool e Manchester City. «Questa è una squadra che si è salvata l’anno scorso facendo le ultime 5-6 partite da “disperati” - racconta il tecnico di Testaccio .- Dopo le prime amichevoli ho capito che andava cambiato qualcosa, poco alla volta, ma ho chiesto ai giocatori di continuare a dare tutto, perchè quando giocano da “disperati” fanno cose magnifiche. E piano piano hanno preso confidenza. È una Premier talmente strana che anche se stiamo facendo bene, siamo in testa perchè le altre big non stanno ingranando. O quest’anno o mai più, non avremo un’altra opportunità, il prossimo anno saremo fra il decimo e il sesto posto, per cui o entriamo determinati in ogni partita o lasciamo stare tutto. E i ragazzi vogliono vincere questo titolo».

«E poi c’è la favola nella favola, quella di Vardy, operaio fino a qualche anno fa e oggi capocannoniere della Premier League. «Vardy ha fatto gol nelle categorie inferiori, io l’ho lasciato libero di esprimere le sue qualità e in generale ho fatto capire alla squadra i nostri pregi e i nostri difetti», sottolinea Ranieri, che non rimpiange il no di Eder («ha preferito il campionato italiano e a quel punto abbiamo preferito rimanere così piuttosto che prendere qualcuno e rischiare di rompere l’equilibrio»).

E ora può togliersi anche qualche sassolino dalla scarpa davanti a chi lo dava per finito dopo la negativa esperienza in Grecia. «Non mi interessa quello che è successo, penso a fare il mio lavoro. Purtroppo nel nostro mondo siamo subito pronti a dare delle etichette ma non ero infastidito dallo scetticismo, ero infastidito dal pressapochismo di chi giudica - continua - Avevo voglia di conoscere come si allena una nazionale, diverse volte avevo ricevuto delle richieste e avevo detto no ma la Grecia mi affascinava e una serie di cose mi hanno spinto a dire sì».

A offrirgli una nuova chance il Leicester. «Qui quando devono cambiare allenatore pensano a una decina di nomi, vanno a restringere fino a 2, 3, 4 candidati e fanno i colloqui, quello che li convince di più ha il lavoro. Io ho parlato di come vedevo la squadra, di come farli giocare, di quello che volevo fare. Sono stato il più convincente», sorride Ranieri, a detta del quale sarebbe più complicato replicare il miracolo Leicester nella A italiana. «Perchè la pressione pazzesca».

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