«Abbiamo concesso troppi secondi tiri»
Mitchel e Petway non cercano scuse: «Serviva più attenzione da parte di tutti»
ISTANBUL. Rimbalzi, rimbalzi, rimbalzi. non c’è altro nella mente dei giocatori della Dinamo, al termine della sfida giocata all’Abdi Ipecki Arena di Istanbul. Il disastro sotto le plance ha tarpato le ali a una buona Dinamo. «Non siamo stati abbastanza attenti – dice Tony Mitchell, autore di 12 punti in 30 minuti, con 5 rimbalzi catturati –, abbiamo concesso al Galatasaray una marea di secondi tiri e a questi livelli certe cose si pagano a caro prezzo. Ci hanno semplicemente uccisi a rimbalzo e su tutti quei secondi tiri hanno costruito la loro vittoria. Poca attenzione da parte dei lunghi? Non è il caso di puntare il dito su qualcuno, i rimbalzi molte volte si prendono quando tutta la squadra fa il movimento giusto. Serviva più energia e attenzione da parte di tutti».
«Siamo molto dispiaciuti, perché in fondo ce la siamo giocata da tutti i punti di vista – dice invece Brent Petway –, ma quando una partita va in questo modo è difficile riprenderla: regalare un’infinità di secondi tiri agli avversari è un errore fatale. Il fatto è che stavamo anche difendendo abbastanza bene, ma poi sui loro errori non riuscivamo a chiudere nel modo migliore. A quel punto loro hanno quasi sempre sfruttato le seconde chance e ci hanno fatto molto male. Tra l’altro dal punto di vista dei rimbalzi stavamo migliorando, era ormai da parecchio che non ci capitava una serata simile. Peccato davvero. Ora concentriamoci sui prossimi obiettivi. C’è la Final Eight, è vero, ma prima c’è Venezia».
«Rimanere in partita nei primi due quarti è stato un mezzo miracolo – dice il capitano biancoblù Jack Devecchi –. Il punteggio era molto basso, sia la nostra difesa che la loro stavano pressando bene e forse se in quella fase avessimo avuto percentuali un po’ più alte al tiro sarebbe potuta andare diversamente. Il Galatasaray poi alla lunga ha aggiustato la mira e a quel punto non c’è stato più niente da fare, oltretutto su un campo così difficile non ti puoi permettere di giocare una partita che non sia perfetta. Salutare la coppa dispiace, ma abbiamo altri due obiettivi sui quali concentrarci».
A.Si.
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