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Dinamo, Calvani: «Ci stiamo togliendo la nuvola nera da sopra la testa»

Andrea Sini
Marco Calvani
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Marco Calvani

Il coach biancoblù è soddisfatto della vittoria contro Venezia: «Successo meritato, siamo in evoluzione ma il lavoro comincia a pagare»

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VENEZIA. «Sono felice soprattutto per i miei ragazzi, che lavorano duramente e non sempre sinora hanno raccolto per quanto meritato». A fine gara Marco Calvani ha il volto che si illumina. «Abbiamo ottenuto una vittoria assolutamente importante – dice il coach biancoblù –, devo fare i complimenti ai miei giocatori, c'è stata una continuità in quello che abbiamo fatto vedere sul campo di Istanbul, a prescindere dal risultato».

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Un match durissimo, in cui le difese hanno prevalso. «Una buona parte di quanto conquistato in questa gara è legato alla difesa – sottolinea Calvani –, tenere Venezia a 70 punti con un overtime è positivo. Rispetto alla partita col Galatasaray siamo riusciti a controllare i secondi tiri, eravamo molto più presenti a rimbalzo. I ragazzi lavorano tanto in palestra e non sempre raccogliamo per quanto fatto, era una situazione abbastanza frustrante, la vittoria ci sarà grande fiducia a livello individuale e di gruppo. A livello mentale una vittoria come questa ti da tanto, non ci può sempre essere una nuvola nera sulla testa, ci sono situazioni che cambiano con il lavoro».

Calvani ha inserito dopo pochi minuti Akognon e ha schierato in quintetto Kadji, i due ultimi arrivati. «Siamo in una fase di evoluzione della squadra, stiamo mettendo dentro due giocatori nuovi e non è semplice farlo in corsa. Akognon aveva fatto un solo allenamento con la squadra, per disponibilità e capacità di capire quello che stiamo facendo non posso non dirgli bravo. Non credo che ci potessimo aspettare più di quello che ha fatto. Il quintetto iniziale? Vado alla ricerca di quello che spero ognuno possa darmi: ho messo dentro Kadji perché mi aspettavo che tenesse bene Owens dentro l'area. Con una struttura fisica come quella di Kenny mi aspettavo un contenimento migliore nell'uno contro uno. Alexander era giusto che partisse dalla panchina, anche a Istanbul aveva dato segnali solo nell'ultimo quarto. Devo anche dare delle motivazioni, non è sempre tutto scontato. Varnado è rimasto fuori – conclude Calvani – perché in questo momento non ha una grande condizione, ma non c’è nessuna bocciatura». (a.si.)

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