«Il Cagliari ha più di un piede in serie A»
L’ex Vittorio Pusceddu non ha dubbi. «Barreca? Non mi assomiglia ma è davvero bravo. Murru? Meglio se cambia aria»
CAGLIARI. Ha indossato la maglia del Cagliari 175 volte in cinque stagioni, realizzando 12 gol. Da allenatore ha guidato la Primavera fino allo scorso maggio, poi l’addio alla società rossoblù che ha cominciato un nuovo corso con Mario Beretta responsabile del settore giovanile. Vittorio Pusceddu, sardo doc, è un tifoso della squadra rossoblù. Nonostante non faccia più parte dello staff tecnico, segue l’avventura della squadra di Rastelli nel campionato di serie B.
Il Cagliari può considerarsi già promosso?
«Nel calcio non ci sono certezze. La squadra sta bene, merita di stare lassù, ma chi insegue non molla. Bisogna sempre stare in campana».
Sabato arriva il Pescara, terza in classifica.
«Una partita delicata. Se il Cagliari vince scava un bel solco. Anche in questo caso non sarebbe fatta, lo è solo quando lo dice la matematica».
Ma quella rossoblù è davveero la Juventus della B?
«Senza togliere nulla alla galoppata del Cagliari, il livello del campionato si è abbassato rispetto a quello disputato dai bianconeri. Avevano nove punti di penalizzazione e lo hanno vinto alla grande. C’erano giocatori come Buffon e Del Piero, tanto per fare due nomi, il paragone mi sembra improponibile. I rossoblù sono una formazione quadrata, che sa quello che vuole. Mi aspettavo qualcosa di più sul piano del gioco».
Conosce Rastelli?
«Più da giocatore che da tecnico. Si è calato bene nella nuova realtà. Viniva da Avellino dove ha fatto bene, ma guidare il Cagliari, il cui habitat naturale è la serie A, non era semplice. Risalire subito è un’impresa che non sempre riesce, bisogna dargli merito di aver fatto un gran bel lavoro. E’ stato bravo».
Lei conosce bene Nicola Murru, che gli succede?
«Soffre perchè non gioca con continuità. Ha una reazione sbagliata: invece di impegnarsi di più per riprendersi una maglia, lo vedo mogio, quasi rassegnato. Questo lato del suo carattere deve cambiarlo se vuole fare strada. In tempi non sospetti ho pronosticato un futuro importante per questo ragazzo e sono convinto che può ancora farcela. Mi permetto di dargli un consiglio: vada via da Cagliari, anche in prestito, per ritrovarsi».
Si rivede in Barreca?
«Sinceramente no. Io ero più potente. Lui sa cambiare marcia ed è bravo a crossare in corsa. Proprio l’altro giorno l’ho paragonato ad Agostini».
Il Cagliari farebbe bene a riscattarlo da Torino?
«Sì, ma se Barreca continua così, credo che il Toro lo riporterà a casa. Ho sentito che c’è anche qualche altra squadra importante che lo segue. Non sarà facile trattenerlo».
Si aspettava di più da giocatore come Sau e Melchiorri?
«Il primo, se sta bene, è un valore aggiunto. Lo ha dimostrato il primo anno in serie A. Purtroppo per lui non riesce ad avere continuità perchè ha dei problemi fisici e ogni volta deve ripartire da zero. Non è mai al cento per cento. Melchiorri ha cominciato in sordina, credo sarà il giocatore in più nel girone di ritorno. Ha fame, forza fisica, sa sacrificarsi. Tutto quello che serve in una categoria come la B».
E in serie A ce lo vede?
«Non l’ha mai fatta, anche se ho letto che poteva andare a Carpi ed ha preferito la Sardegna. Queste risposte può darle solo il campo. Lo vedremo nella prossima stagione. Merita una chance».
Cagliari e Crotone promosse a fine stagione?
«A me, da tifoso, interessa che in A ci vada il Cagliari. Se poi ce la fa anche il Crotone, sarebbe una bella novità. Sui rossoblù sono pronto a scommettere, mentre sui calabresi ho qualche dubbio».
Le prossime tre partite, Pescara e Novara in casa, con in mezzo la trasferta a Cesena, decidono la stagione?
«Credo proprio di sì. Il Cagliari è in forma ed ha buone possibilità di vincerle tutte. E’ la squadra più forte del campionato, su questo non ci sono discussioni. Molto dipenderà dall’atteggiamento dei rossoblù, in qualche occasione hanno sbagliato l’approccio. Nessuno può permettersi di entrare in campo senza determinazione. Si paga caro».
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