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Torres pirotecnica, la scalata continua

Torres pirotecnica, la scalata continua

Demolita anche l’Albalonga al termine di una gara bellissima

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SASSARI. La Torres prede a pallate anche l’Albalonga e conferma di avere tutti i numeri per poter riagguantare il gruppetto che guida la classifica del campionato di serie D. I rossoblù hanno disputato una delle gare più belle della stagione dal punto di vista del gioco, delle occasioni da gol costruite e dell’intensità agonistica. Hanno commesso qualche errore nella fase difensiva ma hanno molte attenuanti: l’assenza di Cafiero (peraltro sostituito da un ottimo Girardi) e soprattutto quella di Biondi che si è fermato negli spogliatoi all’intervallo e ha lasciato il posto a un Gagliardini spesso in difficoltà contro un Guaita scatenato. Ma il 6-2 finale racconta di una differenza di valori in campo abissale e di una gara praticamente a senso unico.

I sassaresi si sono presentato con la formazione tipo, con il solo Cafiero lasciato prudenzialmente a riposo. L’Albalonga ha risposto alzando le barricate davanti al portiere Matera. Panini, D’Onazi e Di Nezza si sono schierati davanti alla loro area con Zanete e Mioni larghi sulle corsie. A centrocampo hanno giocato Rotunno, Erricio e Carmine Marinaro, una vecchia conoscenza dei tifosi rossoblù. In attacco si sono mossi Guaita (bravissimo) e Corsetti.

L’avvio è di marca sassarese con i rossoblù cattivi su tutti i palloni e abili nel pressing. Le occasioni fioccano da subito con un tiro di Scotto rimpallato, un tentativo di Demartis fermato un attimo prima della conclusione e una fiondata di Lisai smanacciata in angolo. L’Albalonga sembra sul punto di crollare ma all’11’ Mioni trova un varco sulla corsia e dal fondo pennella un pallone d’oro per Corsetti che colpisce di testa e manda il pallone a sbattere sulla base del palo.

Il brivido raddoppia gli sforzi dei padroni di casa che costruiscono altre due occasioni con Demartis e Lisai e colpiscono con Casini. E’ il 27’ e il gol corona un’azione da manuale condotta tutta di prima con tocchi stretti tra Demartis, Scotto, Lisai e tap-in di Casini. Roba da Bernabeu che fa venire giù per gli applausi il Vanni Sanna.

Il vantaggio addormenta un po’ la partita perchè la Torres continua a dominare ma si perde in qualche leziosità di troppo. E così, in avvio di ripresa, accade l’impensabile. Guaita sfrutta un’indecisione di Gagliardini (subentrato a Biondi) e si presenta tutto solo davanti a Fadda. Il portiere e bravo a respingergli la conclusione ma sulla ribattuta Mioni è il più lesto a piombare sul pallone e spedirlo in rete.

La beffa dura la parentesi di cinque minuti perchè tanto ci mette per Torres per rimettere la freccia e colpire, ancora con Casini. Il 3-1 non si fa attendere e arriva grazie alla caparbietà di Masala che recupera un pallone nella trequarti laziale e pesca Musto in area. Il centravanti fa tutto bene rubando il tempo a D’Onazi e spendendo in rete di sinistro.

Nel finale, con l’Albalonga costretta ad allargare le maglie per tentare di rimettere in piedi la partita la Torres regala momenti di vero spettacolo. Al 23’ arriva il gol numero 4 con una conclusione di Demartis ben servito da Musto, e cinque minuti dopo è maturo anche il quinto gol con un calcio di rigore procurato da Demartis e trasformato da Scotto.

Nel finale c’è ancora spazio per tre occasioni clamorose sciupate da Chelo, per la rete del 2-5 firmata da Corsetti (ma inventata dal solito Guaita) e per un capolavoro di Demartis che, al secondo minuto di recupero, riceve un pallone di Lisai, fa finta di crossare e beffa il portiere con una palombella che va insaccarsi alle spalle del numero uno ospite. Finisce come doveva finire: con i rossoblù sotto la curva e poi a far festa negli spogliatoi. Unico assente - come sempre - il presidente evocato in uno striscione esposto dagli ultrà: «Capitani la cordata mettitela al collo».

Antonio Ledà

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