Dieci partite per ritrovare la Dinamo
I biancoblù pagano regolarmente dazio quando l’intensità difensiva cala: due mesi di tempo per salvare la stagione
SASSARI. Se la miglior difesa non è l’attacco, la difesa diventa l’arma principale per vincere le partite. Nella Dinamo degli alti e bassi, tra discese ardite, risalite e nuove discese, il punto fermo resta quello invocato da coach Calvani sin dal suo arrivo a Sassari: prima di tutto bisogna “smontare” la fase offensiva degli avversari. Sino a questo momento i fatti sembrano confermare la teoria del tecnico biancoblù, che però non è ancora riuscito a trovare la chiave per far sì che la squadra mantenga la stessa intensità per tutti i 40 minuti.
Comanda la difesa. La squadra sassarese in campionato concede alle avversarie quasi 80 punti a partita (79,2), un dato che la colloca al quarto posto nella classifica delle peggiori difese della serie A. Peggio dei biancoblù fanno soltanto Cantù, Brindisi e Torino, mentre è interessante notare come tre delle quattro migliori difese della massima serie corrispondano alle tre prime della classe: ovvero Milano, che incassa 70,4 punti per gara, Cremona (72,4) e Reggio Emilia (72,7). In mezzo alle tre battistrada si inserisce la Reyer Venezia, che vanta la seconda difesa più ermetica con 72,1 punti subiti a partita. Curioso il fatto che, scomponendo il dato, la Dinamo difenda nettamente meglio in trasferta (77,4 punti subiti) rispetto alle gare giocate in piazzale Segni, dove le avversarie banchettano con la bellezza di 81,3 punti di media. Solo Torino fa peggio, con 82,7. In tutto questo, Logan e compagni continuano ad avere uno dei migliori attacchi del campionato (il secondo dopo Milano, con 82,2 punti a partita), ma la forbice tra partite vinte e perse è enorme: 87,9 nel primo caso, 74,8 nel secondo.
Cremona insegna. In questa ottica, la partita persa venerdì sera contro Cremona è esemplare: la Dinamo è andata sotto nel primo quarto, subendo troppo (23 punti) e ha mantenuto lo stesso trend nel secondo quarto, pur difendendo meglio ma attaccando da cani (6-14). Nel terzo quarto la difesa biancoblù si è messa a ruggire e con un break di 20-4 i sassaresi hanno preso in mano la partita. Sino al 35’, la squadra di Calvani aveva subito 57 punti, segnandone 65. Dall’uscita per falli di Petway in poi, la difesa si è completamente sfaldata e i ragazzi di Pancotto si sono scatenati: negli ultimi 5’ dei tempi regolamentari e nell’overtime (10’ in tutto) Cremona ha segnato qualcosa come 40 punti, che se non è un record di certo è un dato clamoroso. Se bisogna decidere da dove ripartire, è chiaro che la tenuta mentale legata alla difesa è la priorità.
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