Il Cagliari blinda l’allenatore Massimo Rastelli
Il presidente Tommaso Giulini ha parole al miele per il tecnico: «Mi auguro che resti con noi per tanti anni»
CAGLIARI. Quando ha cominciato la carriera di allenatore aveva un sogno: la serie A. Massimo Rastelli sta per realizzarlo. Il tecnico del Cagliari sarà alla guida dei rossoblù anche nella prossima stagione. «Speriamo che diventi un grande mister e resti con noi per tanti anni». Parole di Tommaso Giulini che ha un feeling speciale col condottiero rossoblù. «Con lui vogliamo aprire un ciclo», ha aggiunto il patron, sempre più convinto di aver scelto un uomo sul quale puntare anche per il futuro. Rastelli la scorsa estate ha firmato un triennale ma nel calcio i contratti spesso hanno lo stesso valore della carta straccia. Il Cagliari è contento non solo dei risultati ma anche del tipo di rapporto che il mister ha instaurato con lo spogliatoio. Apprezza la schiettezza di una persona che viene dal basso, non ha la puzza sotto il naso e fa dell’umiltà la sua virtù principale.
Progetti. Con tutta la prudenza necessaria, il Cagliari pensa già alla prossima stagione. Anche se la promozione non è ancora blindata, la società programma il ritorno nell’élite del pallone per evitare gli errori commessi nel 2014. Rastelli è un punto fermo. Ha saputo guadagnarsi la stima del presidente e del direttore sportivo Capozucca giorno per giorno. Una squadra che ha come obiettivo la salvezza, deve affidarsi a un tecnico che sa cosa significa soffrire, sacrificarsi, avere fame, tenere i nervi saldi. Concetti che poi deve trasmettere alla squadra. E’ quello che fondamentalmente è mancato nella gestione Zeman, mister inadeguato quando si deve lottare per la “vita”. Concretezza e piedi per terra sono le parole d’ordine di Rastelli. In molti lo hanno definito l’Antonio Conte della serie B per il modo maniacale con cui prepara le gare.
Ambizioni. «Credo che allenare in serie A sia il sogno di chi fa il mio mestiere - ha detto Rastelli più volte -. A me piacerebbe farlo col Cagliari. Siamo sulla buona strada, anche se ci sono da giocare quindici partite e non bisogna mollare di un centimetro». Un modo elegante per dire: voglio puntare in alto. 48 anni compiuti a dicembre, il mister rossoblù si dedica completamente al calcio. Tanto che alla domanda su quali sono i suo hobby, risponde così: «Studiare il calcio, guardare le partite in televisione e dedicare il tempo libero che mi resta alla famiglia». Non è un caso se conosce tutto degli avversari, dai giocatori ai colleghi. Una preparazione specifica che ha colpito positivamente Tommaso Giulini. Il presidente ha continui confronti con l’allenatore e chi frequenta Asseminello dice che è rimasto affascinato dalla competenza. Ma c’è anche un altro aspetto importante. Rastelli ha sposato il progetto Cagliari senza esitazioni, lasciando una piazza come Avellino, dove era voluto bene e molto stimato. Sapeva che questa poteva essere una grande occasione per fare il salto di qualità ed entrare nel giro che conta. I risultati gli danno ragione.
Carisma. E’ un’altra delle qualità di Massimo Rastelli. Non era semplice far convivere nello stesso “pollaio” tanti galli. Eppure l’allenatore del Cagliari è stato capace di far sentire tutti coinvolti nel progetto. Nessuno si è mai lamentato quando è rimasto fuori, accettando le scelte del mister senza fiatare. Rastelli non ha mai fatto drammi nei pochi momenti difficili, scegliendo la strada di stimolare l’orgoglio dei giocatori, che una volta in campo hanno dato il massimo, risultando spesso decisivi. «Con me non ci sono gerarchie, gioca chi sta meglio e chi in questa o quella partita è più funzionale». Parole che ha detto il primo giorno che si è presentato ad Assemini e ancora oggi ripete. L’avventura di Rastelli al Cagliari, se i presupposti sono questi, è destinata a durare a lungo.
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