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Steri: portiere per caso

Steri: portiere per caso

Dopo una vita da mediano il vicecapitano dell’Olbia si improvvisa Buffon

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OLBIA. Otto in campo. E un portiere che di solito fa il centrocampista. Il rocambolesco finale di Lanusei-Olbia, vinta dai galluresi per 1-0 con un gol di Molino, ma costretti a schierare tra i pali Alessandro Steri per sostituire l'infortunato Carboni, segna il rovesciamento concettuale della “vita da mediano”. L'eroe per caso che indossa i guantoni e affronta con coraggio gli ultimi minuti di una gara infuocata. Il vicecapitano dell'Olbia racconta quei lunghissimi 10 minuti di gioco, dall'infortunio di Carboni al termine della gara dopo 7 minuti di recupero. «Si doveva prendere una decisione veloce, io sono stato quello che si è preso la responsabilità ed è andata bene – racconta Steri – anche se l'infortunio di Werther (frattura dell'omero, ndr) rende la vittoria un po' amara».

Le era mai successo di dover prendere il posto del portiere?

«Mai. Ho ricoperto praticamente tutti i ruoli nella mia carriera, dalla difesa all'attacco, ma non mi era mai capitato di dover entrare in porta».

Tre tiri verso la porta: uno parato, uno fuori e un gol annullato. Non si è fatto mancare nulla.

«Tra l'altro c'era pure Molino dietro la porta che mi chiedeva in continuazione quanto mancasse alla fine. Comunque, sul colpo di testa di Cocco mi son ritrovato la palla centrale tra le braccia. Poi c'è stata la girata di Figos, che è uscita di pochi centimetri. Devo essere sincero, ho solamente guardato la palla pregando che finisse sopra la traversa».

E il gol annullato a Masia?

«Sarebbe stata una vera beffa. Poi ho visto l'arbitro che si dirigeva con il braccio alzato verso la porta e così ho capito. Sul cross la palla è stata allungata da un colpo di testa in area e credo che Masia a quel punto fosse in fuorigioco».

Una vittoria sofferta ma di importanza capitale.

«Sono tre punti pesantissimi perché ci consentono di restare agganciati al treno che porta ai playoff, soprattutto in virtù delle vittorie di tutte le concorrenti dirette. Perdere punti sarebbe stato doloroso, soprattutto rimanendo in 9 per due espulsioni assolutamente evitabili. Certo, l'infortunio di Carboni ci rende molto tristi, penso che Werther ne avrà per almeno un paio di mesi. Un'assenza che peserà».

La Viterbese ha vinto fuori casa col Flaminia. La vetta è irraggiungibile?

«Pensiamo partita dopo partita. Domenica c'è il Muravera. Di sicuro puntiamo ad arrivare allo scontro diretto con i laziali con un distacco inferiore a quello attuale di 9 punti».

Davanti a voi di un punto c'è la Torres, che sta vivendo un momento magico.

«Stanno facendo molto bene, ma noi non siamo da meno. Sono solo un punto davanti, credo che ce la giocheremo fino alla fine. Sono convinto che sia noi che loro abbiamo tutte le qualità per recuperare terreno».

Le altre due sarde che stazionano nella parte alta della classifica, Nuorese ed Arzachena, hanno pareggiato 2-2 nello scontro diretto.

«So che la Nuorese aveva il doppio vantaggio e si è fatta raggiungere. Penso che questo punto serva di più all'Arzachena, gli consente di mantenere tre punti di vantaggio sulla Torres e quattro su di noi. Ma, ripeto, credo che tutte queste squadre se la giocheranno fino all'ultima giornata».

Giandomenico Mele

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