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Calciatori torresini aggrediti dopo il derby: tre indagati per rapina

di Giampiero Cocco
Calciatori torresini aggrediti dopo il derby: tre indagati per rapina

Il dopo Olbia-Torres: perquisite le abitazioni dei tifosi del club gallurese sospettati di essere coinvolti nelle violenze

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OLBIA. Clamorosa svolta nella indagini sull’aggressione e la rapina messi a segno, il 7 gennaio scorso, ai danni di tre calciatori della Torres al termine del derby con l’Olbia. Ieri gli uomini della polizia di Stato del commissariato di Olbia, diretto dal vice questore Fernando Spinicci hanno effettuato tre perquisizioni domiciliari nelle abitazione di altrettanti ultras dell’Olbia che risultano implicati nell’aggressione dei giocatori.

Sull’esito delle perquisizioni, ordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Tempio Angelo Beccu, che conduce l’inchiesta sull’aggressione, non sono trapelate indiscrezioni, mentre ai tre è stato notificato, con l’ordinanza del magistrato, anche l’avviso di iscrizione sul registro degli indagati. Il caso processuale potrebbe avere nelle prossime ore ulteriori sviluppi, mentre è quasi certo che un Daspo sarà firmato dal questore di Sassari nei confronti dei tre indagati, inibendo loro l’ingresso agli stadi di calcio nazionali.

La vicenda riguarda l’aggressione subìta dai tre giocatori della Torres, uno dei quali era accompagnato dalla fidanzata mentre, a fine partita, stavano andando a piedi verso l’auto parcheggiata nelle vicinanze dello stadio Bruno Nespoli di Olbia. Riccardo Casini, Lorenzo Musto e Matteo Iali furono circondati da un gruppo di pseudo tifosi, insultati e picchiati. Nel corso della collutazione a Lorenzo Musto venne strappato dallo spalle lo zainetto che conteneva portafogli, tablet e documenti vari. Quindi il gruppo di aggressori (si trattava di cinque persone) disturbati dalle richieste di aiuto che arrivavano da alcuni dirigenti della Torres che, a poca distanza, aveva assistito al pestaggio, richiamando l’attenzione degli agenti del commissariato e della polizia locale che presidiavano l’ingresso dello stadio, si diedero alla fuga, inseguiti dalle forze dell’ordine.

L’aggressione messa a segno dai teppisti mascherati con passamontagna e cappucci fece scattare una indagine che, in questi due mesi, è andata avanti in modo riservato sino a ieri, quando gli uomini della polizia di Stato hanno bussato alle porte dei tre pseudo tifosi. Nei confronti dei giovani, ai quali è stata contestato il reato di aggressione, lesioni personali e rapina, si costituirà parte civile anche la società calcistica Torres i cui dirigenti avevano inoltrato una denuncia a carico di ignoti nelle ore successive l’episodio, stigamatizzando, in un comunicato diffuso alla stampa, «l’aggressione criminale subìta dai rossoblù. La seconda dopo il caso di Grosseto».

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