Joao, il quinto moro di Sardegna sui banchi della scuola “Collodi”
Cagliari, l’attaccante rossoblù testimonial della quarta tappa di "Un giorno per la città": «Il gol più bello? L’affetto dei tifosi»
CAGLIARI. Il passo è rapido, imperioso. La salitella che porta alla scuola “Collodi” si apre sul cortile dell’istituto di via Basilicata. Sulla destra, un campo da basket. Joao Pedro se la ride: la pallacanestro è la seconda smisurata passione della mezzala del Cagliari. Tanto che un video, girato per i 53 anni di Michael Jordan, in cui con Farias gioca e schiaccia nel minitabellone dentro casa, ha fatto il giro del mondo. Il numero 10 coglie l’attimo: «Stiamo bene, lavoriamo molto per quantità e qualità e meritiamo i risultati che stiamo ottenendo».
Testimonial della quarta tappa per "Un giorno per la nostra città", sul tema, promosso da Lega B e dai ragazzi della Scuola di tifo, "L'educazione civica e la cultura: per migliorare il vivere civile", Joao Pedro dos Santos Galvao - classe ’92, natali a Ipatinga - non si nasconde. E ai quesiti sulla marcia da record, taglia corto: «Preferisco non guardare la classifica. Può cambiare velocemente, mancano troppe partite. Andiamo avanti una gara per volta». Pacche, foto, selfie, autografi. I ragazzini insistono. Si parla di posizione in campo. «Da trequartista ho imparato tanti movimenti, è un ruolo che mi piace, sono libero e posso aiutare i compagni. Sì, capita che cambi zona nel corso della partita, è successo contro Latina e Pescara, il mister mi ha chiesto di spostarmi perché gli avversari erano messi a specchio. Ma sia chiaro, mi va bene qualsiasi zona del campo: a Cesena posso giocare anche esterno».
Pallone e passione. Gli scolari della "Collodi" - ospiti nel settore "Piccoli cuori rossoblù" per Cagliari-Novara di lunedì 29 febbraio – ascoltano rapiti. Quasi in silenzio. Arriva l’assist per il friday night con il Cesena: «Ci attende una partita importante, dobbiamo fare risultato e tenere lontane le big. Comunque, fare cinque vittorie di fila non e facile». Onesto e pratico. Anche su argomenti meno pallonari del solito. «Il rispetto per gli altri è fondamentale. In squadra siamo tutti amici, una famiglia che condivide la propria vita. Orgoglioso? Sì, quando sento lo speaker che urla il mio nome allo stadio e il pubblico applaude».
Puntuale il richiamo a valori etici e comportamentali: «La violenza non ha nulla da spartire con il calcio».
E non manca l’accenno alla iella, fenomeno per nulla scientifico ma spesso determinante. «Il Pescara avrebbe meritato di più. La fortuna ci sta dando una mano, sabato siamo stati bravi a reagire ma non scordiamo la sfortuna patita la scorsa stagione. Anche per questo e per la difficoltà della partita abbiamo festeggiato tanto. Sono pratico: merita chi vince». Un successo d’oro. Sul distacco dal Pescara qualche numero: «Sì, contava vincere, siamo a +13 ma potevamo essere anche a +7».
Joao Pedro regge bene l’assalto dei ragazzini. Il quesito è diretto: la convivenza con Farias. JP10 - 24 gare e 6 gol in stagione: frantumato il bottino dello scorso campionato in A, 29 e 5 - prende fiato: «È utile avere due giocatori simili in squadra ma per noi, anche se non giochiamo, è importante che la squadra vinca».
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