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L’addio di Brunel con la Scozia

di Alessandro Cecioni
L’addio di Brunel con la Scozia

Sei Nazioni di rugby: ultima panchina azzurra all’Olimpico di Roma per il commissario tecnico

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ROMA. Gli infortuni costringono l’Italia a cambiare di nuovo: quattro i nomi nuovi rispetto alla squadra che ha perso contro l’Inghilterra. Fuori Canna, problemi a una coscia, dopo un anno rientra all’apertura Kelly Haimona a far coppia con Gori che taglia il traguardo delle 50 presenze. «Lo abbiamo preferito perché ha maggiore esperienza di Padovani – dice Jacques Brunel, ct azzurro – anche se non ha un grande numero di cap nemmeno lui».

In seconda altro cambio, rientra Furno per Biagi che contro l’Inghilterra era stato tra i migliori degli azzurri, ma ha una frattura a una costola. Fuori, nemmeno in panchina, va McLean per lasciar posto a Davide Odiete, uno dei giovani della nidiata di questo Sei Nazioni con Bellini (confermato all’ala) e Lovotti, pilone con Cittadini. Come tallonatore rientra Lorenzo Ghiraldini.

Per il ct Jacques Brunel è l’ultima partita sulla panchina azzurra all’Olimpico. «Avrei voluto dare al pubblico più vittorie, più partite al livello che merita. Ma certo la mentalità della nostra squadra in questi anni è cambiata. Che partita vorrei rigiocare se potessi? Non è tanto questo quanto il rammarico di non aver battuto nazionali di primo livello. Penso al match con l’Inghilterra a Twickenham nel 2013, penso all’Australia a Firenze, penso alle due con l’Argentina. Battere una nazionale di primo livello avrebbe dato più sicurezza a questo gruppo, alla nostra ambizione».

Resta anche il rammarico di non aver compiuto a pieno la missione che si era dato a livello di organizzazione. «Mi sarebbe piaciuto creare un legame più profondo fra le varie componenti del rugby italiano, campionato, Nazionale, franchigie».

Intanto domani c’è da affrontare la Scozia (calcio d'inizio alle 15.25, sarà trasmesso in diretta in chiaro da DMax canale 52 e dal canale Nove). «Una partita difficile, non saprei dire quali sono i loro punti deboli. La Scozia ha fatto un ottimo Mondiale e anche in questo Sei Nazioni è vero che ha perso due partite (Inghilterra e Galles, ndr), ma contro i gallesi ha segnato una meta dopo 21 fasi, non è una cosa da tutti. Hanno alzato il livello sulla presenza fisica, sulla capacità tecnica e sull’organizzazione di gioco«.

Sarà una battaglia, ne sono consapevoli sia Cittadini sia Furno. «Abbiamo studiato la loro mischia – dice Lorenzo Cittadini – come facciamo sempre, sappiamo che sono forti lì davanti, ma noi abbiamo aggiustato molto la nostra mischia, facciamo meno falli, siamo intenzionati a fare della mischia chiusa un punto di partenza per il gioco».

«In touche sono tutti alti, ma sono piuttosto pesanti, questo può essere un nostro vantaggio. Abbiamo analizzato la loro rimessa laterale e speriamo che le contromisure studiate siano efficaci», dice Joshua Furno.

Cittadini non troverà in campo il suo compagno di squadra degli Wasp Jackson. «Peccato, per Natale gli avevo regalato una bottiglia di Jack Daniels con un cucchiaio di legno legato con un fiocco». Jack Daniels a uno scozzese? Un whisky americano? Doppio sfottò. «Americano? È vero, ora che mi ci fate pensare…».

La Formazione azzurra: 15 Odiete; 14 L. Sarto, 13 Campagnaro, 12 Garcia, 11 Bellini; 10 Haimona, 9 Gori; 8 Parisse (cap), 7 Zanni, 6 Minto; 5 Furno, 4 Fuser; 3 Cittadini, 2 Ghiraldini, 1 Lovotti. A disposizione: 16 Giazzon, 17 Zanusso, 18 Castrogiovanni, 19 Bernabò, 20 Van Schalkwyk, 21 Palazzani, 22 Padovani, 23 Pratichetti

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