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Il calcio mondiale adesso è nelle mani di Gianni Infantino

Il calcio mondiale adesso è nelle mani di Gianni Infantino

L’italo svizzero delfino di Platini è il nuovo numero uno Fifa Battuto il grande favorito, lo sceicco Salman del Bahrein

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ZURIGO. Non avrebbe neanche dovuto presentarsi e invece ha vinto. Gianni Infantino ha avuto ragione ad invocare 'il destino’ durante il suo discorso di presentazione, pochi minuti prima di essere eletto alla presidenza della Fifa.

Il 46enne italo-svizzero (li compirà il 23 marzo) è il successore di Sepp Blatter alla testa della Federcalcio mondiale e la sua nomina ha anche detto che la 'vecchia Europa’ resta più che mai il baricentro del calcio mondiale.

Infantino ha vinto al secondo turno con 115 voti, contro 88 del suo più accreditato rivale, lo sceicco Salman del Bahrein. Il principe Ali di Giordania, che lo scorso maggio contese la poltrona a Blatter, ha raccolto appena 4 preferenze e il francese Jerome Champagne zero. Infantino era già risultato in testa al primo turno con 88 voti, contro gli 85 a Salman, 27 ad Ali e 7 a Champagne. Il quinto candidato, il sudafricano Tokyo Sexwale, ha rinunciato pochi minuti prima dell'inizio dello scrutinio.

Il travaso di voti decisivo per l'elezione di Infantino è presumibilmente arrivato in gran parte da Concacaf e Oceania. Infantino ha sfruttato la grande rete di rapporti che gli deriva dai quasi 10 anni di lavoro fianco a fianco di Michel Platini, di cui è stato segretario generale all'Uefa, utilizzando le stesse 'armi’ del suo connazionale Blatter (i due uomini sono nati ad una decina di chilometri di distanza, nel canton vallese): relazioni personali allacciate in tanti viaggi («ho fatto cinque volte il giro del mondo in cinque mesi»), oltre a una gran padronanza delle lingue (ne parla fluidamente 5-6) e la promessa di dirottare maggiori finanziamenti dalla Fifa alle federazioni.

Come Blatter, Infantino ha costruito tutta la sua carriera professionale 'ai margini’ e non 'dentro’ il calcio.

Tra i primi a complimentarsi proprio l'ex 're’ del calcio mondiale: «con la sua esperienza, competenza, strategia e diplomazia, abilità, Infantino ha tutte le qualità per continuare il mio lavoro e per stabilizzare di nuovo la Fifa».

Infantino, nato e cresciuto in Svizzera, ha chiare origini italiane: il padre originario della Calabria, la mamma della Valcamonica. In conferenza stampa non ha mancato di ringraziare l'amico Michel Platini: «Ho un pensiero molto forte per lui. Lo ringrazio per i nove anni durante i quali abbiamo lavorato insieme».

Tifoso interista, l'uomo prescelto per il 'rinnovamento’ del calcio mondiale, travolto dagli scandali, ha davanti a sè una missione difficilissima.

Ma Infantino si è detto certo di farcela: «Conquisteremo il rispetto con il lavoro ed il mondo ci applaudirà», le sue parole alla platea. «Voglio un grande sviluppo del calcio in tutti i Paesi. Non sono il presidente dell'Europa ma di tutto il movimento».

Una cosa è certa: se Joao Havelange aveva guidato la Fifa per 20 anni e Blatter per 17, il neo eletto non potrà superare i tre mandati, secondo le riforme adottate in mattinata proprio dal congresso. Visto che il primo mandato durerà poco più di tre anni (in quanto di 'sostituzionè a quello di Blatter, dimissionario prima di essere squalificato), con la prossima elezione prevista nel 2019, l'italo-svizzero resterà alla guida della Fifa per un massimo di 11 anni.

Il suo stipendio sarà reso pubblico, cosi come quello degli altri massimi dirigenti della Fifa.Sempre secondo le riforme votate dal congresso, anche il suo potere sarà limitato. Presiederà infatti un consiglio (che sostituirà l'esecutivo) di 37 persone - di cui, almeno sei donne, una per confederazione - il cui ruolo sarà essenzialmente strategico.

Indirizzerà la politica calcistica mondiale, ma il lato operativo - in particolare la vendita dei diritti televisivi e commerciali - spetterà all'amministrazione della Fifa, capeggiata dal segretario generale. Questi «non sarà un europeo», ha garantito Infantino.

Fra le altre riforme, figurano maggior controllo dei flussi finanziari ed esami di integrità più spinti per i membri della Fifa. Il numero di commissioni permanenti scenderà da 26 a 9, ma con la creazione di un entità che riunirà rappresentanti di tutte le componenti del mondo del calcio.

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