Infantino: come si fa a non amare la Sardegna?
ROMA. Il giorno dopo l’elezione di Gianni Infantino alla guida del pallone tutti i media hanno sottolineato la dimensione internazionale del nuovo presidente (parla sei lingue e si sente cittadino...
ROMA. Il giorno dopo l’elezione di Gianni Infantino alla guida del pallone tutti i media hanno sottolineato la dimensione internazionale del nuovo presidente (parla sei lingue e si sente cittadino del mondo) ma pochi sanno che nel suo cuore c’è anche la Sardegna. Anzi la Torres. Una curiosità diventata amore quando le rossoblù di Leonardo Marras sfidavano gli squadroni del nord Europa in Champions. «La prima cosa che l’ha colpito è stato il nome – racconta Marras –. Poi è nata una simpatia che si è trasformata in amicizia. “Io devo essere super partes” mi confidò una volta “ma come faccio a non amare la vostra isola? Da quel momento credo che abbia sempre “tifato” Torres».
Ieri intanto il neo presidente è tornato sull’elezione che ha voluto dedicare al padre. «Mi emoziono anche a dirlo - ha spiegato – . Mi ha insegnato tutto nella vita. Ma anche alla mia mamma, che si è messa a piangere e penso che stia ancora piangendo».
«Non ci posso credere, è stata una grande emozione, ma rappresenta anche una grande responsabilità, da affrontare con orgoglio e umiltà. Siamo pronti a lavorare, ci rimbocchiamo le maniche per quello che c'è da fare» le parole di Infantino, uomo che viene dalla Calabria. «Mio padre era di Reggio Calabria, ma non vorrei dimenticare le origini della Val Camonica della mamma. Sono fiero di essere italiano al 100%, più di così...», ha continuato Infantino, che si è anche occupato di pulizia dei treni prima di diventare presidente della Fifa.
«Ho fatto anche questo - spiega -, siamo una famiglia di lavoratori come tanti italiani emigrati all'estero, che abbiamo sempre avuto rispetto per le persone, e grazie all'esempio dei miei genitori».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
