Nervi tesi e assenze, il Cagliari ora deve dimostrare maturità
I rossoblù soffrono le squadre aggressive e pagano dazio Il pareggio dell’Ascoli a Pescara rende quasi indolore il ko
INVIATO A CESENA. Non c’è dubbio che se Giannetti avesse segnato il rigore, forse il Cagliari non sarebbe tornato da Cesena con la coda in mezzo alle gambe. Ma è altrettanto vero che la sfida del “Manuzzi” ha confermato le difficoltà dei rossoblù quando si trovano di fronte avversari aggressivi. La gara di venerdì è stata la fotocopia di quella di Crotone: la squadra di Rastelli non riesce a sferrare il colpo di grazia e alla fine paga dazio. Non c‘entra nulla il discorso dell’appagamento, del sentirsi già promossi. Il problema è lo spirito: quando si gioca in un clima da battaglia è necessario che tutti tirino fuori il carattere. Con i romagnoli non è successo e il risultato è stato una logica conseguenza.
Infortuni. In questo momento è il centrocampo il reparto che soffre di più. Gli infortuni hanno tolto di mezzo giocatori importanti e di personalità. Uno come Di Gennaro non può essere regalato a nessuno, lo stesso discorso vale per Munari, forse recuperato con troppa fretta. E a questo proposito Rastelli è stato chiaro: «Ci penso bene prima di mandare in campo un giocatore se non è al meglio - le sue parole -. In questa occasione forse abbiamo sbagliato le valutazioni». Parole che in qualche modo sono quasi un’ammissione di colpa. Il risultato è che Munari salterà sicuramente il Novara e per il mister diventa un rompicapo presentare un centrocampo all’altezza.
Fragile. Joao Pedro è un giocatore di talento. Quando ha a che fare con avversari che gli mordono le caviglie e non gli regalano un centimetro, sparisce dal campo. A Cesena la sua prestazione è stata negativa, condita dall’errore in disimpegno che ha dato il via all’azione del gol che ha sbloccato la partita. Non è la prima volta che il brasiliano si eclissa quando c’è da tirare fuori gli artigli. Uno con le sue caratteristiche è più portato a cercare la giocata di fino che alla lotta. Quest’ultima non è nel sul Dna calcistico. Ma se non si mette in testa che da qui alla fine del campionato tutte le partite saranno delle “guerre” e cambia atteggiamento, rischia di fare tanta panchina.
Nervosismo. Una lunga serie di ammoniti e un espulso: Murru. Il Cagliari perde lucidità sui campi “caldi”. Se andiamo ad analizzare la gara di venerdì, i numeri sono impietosi. Sono stati persi l’83% dei contrasti e sbagliati una quantità industriale di passaggi. Tutti i palloni vaganti sono stati preda dei romagnoli, dato che ha una spiegazione: il Cesena era messo meglio in campo, ha occupato tutti gli spazi, ha dimostrato di avere più “fame”. Su questo forse è il caso di fare una riflessione. Rastelli è un allenatore attento, conosce come le sue tasche la categoria. E’ scontato che ieri ha alzato la voce nel chiuso dello spogliatoio. Certe cose non gli sono piaciute. Il mister i panni sporchi li lava in casa.
Risultati favorevoli. Nonostante lo stop, il Cagliari sente sì il fiato sul collo del Crotone, che ieri ha vinto ed è a due punti dai rossoblù, ma conserva dodici punti di vantaggio sulla terza, il Pescara, fermato sul pari in casa dall’Ascoli. Un risultato che rende quasi indolore la sconfitta in Romagna e fa guardare ai prossimi impegni con più serenità. «Perdere non piace e non fa mai bene», ha puntualizzato Massimo Rastelli dopo la partita. «Ai ragazzi ho ripetuto in questi giorni che non abbiamo ancora vinto niente. Ma non c’è bisogno di assillarli perchè alleno dei ragazzi intelligenti che hanno chiaro l’obiettivo da raggiungere. Dobbiamo centralo prima possibile».
Il futuro. Le prossime due partite, Novara in casa e la trasferta di Trapani, diranno se il finale di campionato sarà o meno in discesa per il Cagliari. Una doppia sfida difficile, contro avversari che hanno tanto da chiedere a questa stagione, da affrontare in emergenza, soprattutto quella più immediata. I piemontesi inseguono un posto nei playoff, i siciliani vogliono allontanarsi il più possibile dalla zona a rischio. Significa che il clima sarà più o meno quello di Cesena. Il Cagliari è avvisato, eviti di farsi trovare impreparato.
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