Non chiamatela crisi Cantara: l’Ozierese puntava alla salvezza
Promozione. A gennaio canarini vicini al 2° posto, poi il calo Il mister: impossibile tenere il passo di chi ha certi organici
SASSARI. Riparte la corsa della capolista Ilva mentre Sorso e Tempio rallentano e lanciano al 2° posto la mai doma Usinese, che nello scontro diretto tra outsider travolge il Lauras. È quanto ha detto l'8ª di ritorno di Promozione, che tra le protagoniste di segno positivo non ha visto l'Ozierese, battuta di misura a Stintino e ormai in crisi di risultati. L'ultimo successo risale al 10 gennaio e il lungo digiuno si riflette su una classifica diventata anonima.
Ma il tecnico logudorese Giuseppe Cantara non perde la fiducia nei suoi ragazzi: «Il calcio è fatto di momenti esaltanti e altri di flessione, noi stiamo attraversando una fase poco redditizia ma la squadra continua a giocare bene anche se da oltre un mese non raccoglie quanto semina, un po' per inesperienza e anche per malasorte. Domenica lo Stintino ha ottenuto il massimo col minimo sforzo».
Fino a qualche settimana fa l'Ozierese volava alto in classifica, planando a -2 dalla piazza d'onore, ma non ha mai avuto ambizioni importanti e il suo allenatore spiega i motivi: «La partenza lanciata ha dato entusiasmo all'ambiente ma anche tratto in inganno perché a un certo punto si è creduto di poter puntare a qualcosa d'importante, ma era impensabile reggere ad alti livelli in un campionato così competitivo e tecnico. Impossibile lottare con chi ha fatto investimenti importanti e dispone di organici di qualità, avendo un budget pari a zero e un organico composto da locali (più 4 pattadesi), ma il nostro proposito è diventare riferimento per il territorio, valorizzando il vivaio. Anche con poca spesa e tanta volontà si può fare bene».
Cantara parla di «una scelta obbligata, dopo aver rischiato di scomparire dal calcio isolano. Si è deciso di andare un po' all'avventura e di considerare quella in corso una stagione sperimentale, utile per crescere, acquisire la giusta mentalità e una precisa idea di gioco. La classifica ci stava premiando ma nessuno si è illuso, quando si deve ricostruire l'obiettivo non può che essere la salvezza: mancano 7 gare e con 21 punti in palio credo che il traguardo sia vicino». Per il mister ozierese una sconfitta «non deve essere un dramma, il bicchiere va visto mezzo pieno e i ragazzi vanno sempre incoraggiati. Il mio compito è mantenere saldi gli equilibri, la sfida è tosta e il discorso da portare avanti è ad ampio raggio, non può fermarsi alla singola partita o a una sola annata». I veri crucci del tecnico sono «le troppe espulsioni subite, sono già 20 ed è dura avere la squadra sempre decimata, bisogna riflettere e cambiare rotta. A questo punto della stagione avrei anche voluto mandare più giovani in campo, ma la classifica non lo consente: la salvezza va ancora conquistata».
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