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Comincia l’era di Gianni Infantino: mondiale a 40 squadre e tecnologia

Comincia l’era di Gianni Infantino: mondiale a 40 squadre e tecnologia

ZURIGO. Mondiale a 40 squadre, tecnologia e un maggior coinvolgimento di giocatori e tifosi, senza i quali il calcio non potrebbe esistere. A una settimana dalla sua elezione a presidente della Fifa,...

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ZURIGO. Mondiale a 40 squadre, tecnologia e un maggior coinvolgimento di giocatori e tifosi, senza i quali il calcio non potrebbe esistere. A una settimana dalla sua elezione a presidente della Fifa, Gianni Infantino confessa di non aver ancora del tutto realizzato quanto successo ma dall’altro lato l’ex numero 2 della Uefa ha le idee chiare su cosa fare. Fra i punti principali del suo manifesto il Mondiale allargato da 32 a 40 squadre, «che sono solo il 19% delle nazioni affiliate alla Fifa. «Daremmo ad altre otto squadre la possibilità di partecipare ma soprattutto a molti più Paesi l’opportunità di sognare di partecipare - sottolinea in un’intervista a Fifa.com -. Ovviamente ci sono delle questioni da analizzare e discutere, come l’impatto sul calendario anche se non penso che peserebbe molto, ma dobbiamo approfondire l’argomento con attenzione e serietà e quindi andare avanti».

Altra priorità lo sviluppo del calcio. «Ho viaggiato molto per i vari Continenti e ho visitato molti Paesi e ho visto coi miei occhi di cosa c’è bisogno. E penso che possiamo e dovremmo fare molto. E possiamo farlo con poco. Dobbiamo investire su programmi su misura perchè le necessità non sono le stesse in Bhutan, Madagascar, Svizzera o Paraguay». Infantino apre poi le porte della Fifa ai calciatori. «Dobbiamo ascoltarli e coinvolgerli nelle nostre attività, non solo nei processi decisionali ma anche in quello che riguarda lo sviluppo del calcio e le attività sociali perchè hanno anche un importante compito sotto il profilo della responsabilità sociale. Abbiamo visto che gli ex giocatori amano partecipare alle attività della Fifa, amano restituire qualcosa al calcio, che ha dato loro tanto».

«Dobbiamo essere in grado di coinvolgerli e per questo una della mie priorità sarà quella di mettere subito su una squadra di leggende che brillino per la Fifa e con la Fifa in giro per il Mondo», assicura Infantino, che oggi sarà a Cardiff per l’importante riunione dell’Ifab: sul tavolo la possibile sperimentazione della video-assistenza per gli arbitri. «La tecnologia è ovviamente un argomento fondamentale che dobbiamo analizzare in modo serio. Siamo nel 2016 e non possiamo più chiudere gli occhi. La tecnologia sulla linea di porta è già una realtà per cui dobbiamo approfondire la materia e condurre delle sperimentazioni per vedere in quali circostanze la tecnologia dovrebbe essere usata. Perchè è fondamentale, anche cruciale, vedere che tipo di impatto può avere sul flusso della partita. Una delle peculiarità del calcio è che il gioco non si ferma come invece succede in altri sport dove hai il tempo di guardare il monitor. Se la fludità del gioco può essere garantita, allora possiamo vedere come la tecnologia può essere d’aiuto».

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