Cotali e Piredda, i volti della primavera bianca
OLBIA. La primavera dell'Olbia passa per due ex Primavera del Cagliari. Matteo Cotali, terzino sinistro bresciano del '97 e Marco Piredda, altro ex del Cagliari, classe 94, sono stati tra i migliori...
OLBIA. La primavera dell'Olbia passa per due ex Primavera del Cagliari. Matteo Cotali, terzino sinistro bresciano del '97 e Marco Piredda, altro ex del Cagliari, classe 94, sono stati tra i migliori in campo. Due giocatori che stanno diventando punti fermi di un'Olbia che corre a passo di carica verso i playoff. Anche con il loro contributo l'Olbia è riuscita a dare la svolta a una gara che sembrava bloccata.
«All'inizio c'è stata sicuramente molta frenesia, volevamo sbloccare subito il risultato e questo ha fatto sì che ci sia stata poca precisione - analizza Cotali - poi abbiamo trovato più spazi e la partita dopo il primo gol si è messa in discesa». Concentrazione e umiltà, doti fondamentali per vincere queste partite dove hai tutto da perdere. «Assolutamente, non bisogna mai sottovalutare l'avversario - sottolinea Piredda - noi cerchiamo sempre di essere umili e lavorare molto per ottenere i risultati».
Cotali sta dimostrando il suo valore, un'altra stagione a questi livelli e potrebbe avverarsi il sogno di tornare alla casa madre. «Il mister mi sta dando continuità, ho avuto qualche giornata per abituarmi a un calcio più fisico arrivando dalla Primavera dove il ritmo è certamente diverso - spiega Cotali - ora mi sento bene e spero di dimostrare che dopo la giusta gavetta possa tornare al Cagliari. Ma sono cose che si vedranno in futuro». Se Cotali ha "arato" a dovere la fascia sinistra, Piredda ha dimostrato grande confidenza anche in un ruolo diverso, più avanzato e con licenza di colpire come mezzala sinistra. «Mi son trovato bene, ho possibilità di trovare più spazio in chiave offensiva - spiega l'ex Terni e Siena - ora bisogna continuare a lavorare perché noi dobbiamo fare più punti possibile sperando che la Viterbese ne perda. Mancano ancora sette giornate e tutto è possibile». (g.d.m.)
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