I giudici restituiscono 2 punti alla Torres
Accolto, ma soltanto in parte, il ricorso della società sassarese nel processo per il calcio scommesse: la battaglia continua
SASSARI. La Torres riguadagna due dei quattro punti che il tribunale di primo grado della Figc le aveva tolto per la vicenda del calcio scommesse portata alla luce dalla Procura della Repubblica di Catanzaro. I giudici di appello hanno parzialmente accolto il ricorso della società sassarese che vede rimodulata la condanna in due punti di penalizzazione (da scontare nella stagione in corso) e 10 mila euro di ammenda. «Non è una vittoria» sarebbe stato il commento a caldo del patron del club rossoblù, ma è comunque un passo avanti nel ricalibrare le responsabilità in una vicenda che la Torres ha sempre negato. Un passo perchè la storia non è ancora archiviata. Capitani, tramite il suo legale, ha comunicato che presenterà ricorso al collegio di garanzia del Coni per chiedere l’assoluzione piena e definitiva da tutte le accuse. I tempi per il nuovo processo non saranno brevi anche se l’obiettivo della Figc è quello di chiudere il capitolo del calcio scommesse prima della fine dei campionati, entro la prima quindicina di maggio.
I legali avranno pochi giorni per leggere e motivazioni della Corte Federale e preparare il nuovo ricorso. Con quali speranze vedremo anche se la decisione di ieri apre qualche crepa nel castello di accuse costruito da Stefano Palazzi e dai suoi sostituti. La Torres ha sempre sostenuto di aver pagato un prezzo carissimo per il presunto convolgimento in tre “combine”: la gara di Coppa Italia col Pisa nella scorsa stagione e due partite di campionato a Monza e in casa contro la Pro Patria. Per la vicenda di Pisa i rossoblù erano stati retrocessi dalla Lega Pro alla serie D. Per le due gare di campionato si erano visti infliggere quattro punti di penalizzazione ridotti - adesso - a due. La difesa ha sempre sostenuto l’estraneità della società a ogni ipotesi di combine. Nel primo caso, quello che è costato la retrocessione, i giudici hanno considerato attendibile una telefonata del presidente nella quale Capitani faceva riferimento a un giro di scommesse sulla sconfitta della squadra sassarese.
Negli altri due casi a finire intercettato era stato l’ex direttore sportivo Enzo Nucifora. Nelle mani degli inquirenti una serie di chiamate che per l’accusa servivano ad aggiustare le partite, per la difesa erano solo trattative di mercato. La sentenza di ieri è relativa a questo secondo filone e accoglie, almeno in parte, anche le richieste di Nucifora. L’ex ds si è visto ridurre la squalifica da quattro anni e tre mesi a tre anni con un’ammenda di 60 mila euro. Anche nel suo caso è probabile un ricorso al collegio di garanzia del Coni.
Ieri in casa rossoblù nessuno ha voluto commentare la sentenza anche se pare di capire che la decisione dei giudici di appello non è quella sperata. La Torres era convinta di essere riuscita a dimostrare di non aver mai aggiustato partite. In sede processuale gli avvocati avevano fatto notare che il club sassarese aveva già pagato con alla retrocessione in serie D il suo presunto coivolgimento del giro delle scommesse clandestine e speravano di aver convinto i giudici. Non è andata così, o almeno non del tutto, e adesso la battaglia ricomincia. I legali dovranno leggersi con attenzione le motivazioni della sentenza e trovare gli spiragli per motivare le ragioni del nuovo ricorso.
Intanto i due punti restituiti ieri fanno bene alla classifica della squadra rossoblù che riaggancia l’Olbia a quota 50, si lascia alle spalle l’Arzachena (che ha però una gara da recuperare) e si riporta a ridosso di Rieti e Grosseto. La Viterbese resta lontanissima (a quota 59), ma la corsa ai playoff è aperta e nelle ultime sette giornate può succedere di tutto.
A.L.
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