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Surf, Davide Giannone da Nulvi allo Sri Lanka inseguendo l’onda perfetta

Surf, Davide Giannone da Nulvi allo Sri Lanka inseguendo l’onda perfetta

L’avventura di un giovane studente con la passione del mare e della tavola: «Ho cominciato per gioco a Badesi e non ho più smesso. È bellissimo condividere le esperienze con i grandi professionisti del surf»

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SASSARI. Dall'Oceano Indiano al Golfo dell'Asinara: «Il contatto diretto con la natura, con il mare, rende tutto fortemente emozionante. Quello che si crea con l'onda è un feeling che poi ti porti dietro per sempre». Davide Giannone ha 15 anni, vive a Nulvi, studia a Castelsardo, fa surf. La sua è probabilmente la storia di tanti ragazzi rapiti dalla passione per l'onda, travolti dalla magia della tavola che consente – in parte – di dominare l'acqua e di sperimentare le leggi della fisica. Sogni realizzati per chi dalle onde di Lu Bagnu è arrivato sino allo Sri Lanka, accompagnato da suo padre Giuseppe, per migliorare la tecnica e per accrescere il bagaglio d'esperienze di vita.

La “Lacrima dell'India” ha lasciato il segno nello sguardo e nella mente di Davide, tornato da pochi giorni alla quotidianità della Sardegna, giovane cavaliere dell'onda che coltiva il suo obiettivo possibile: «Diventare un bravo surfer e, come tutti surfer, viaggiare per il mondo alla ricerca dell'onda più bella. Dell'onda perfetta». Non è la trama del Point Break di celluloide diretto da Kathryn Bigelow nel 1991. É semplicemente realtà. Una realtà semplice, che prende forma nel 2010, quando Davide Giannone vede per la prima volta dei surfisti «eseguire manovre spettacolari con la loro tavola. Volavano sull'acqua, erano agili, e forti. Mi sono innamorato di quelle evoluzioni, di quella disciplina. Ho voluto provare subito perché volevo dar seguito alla sensazione provata al solo osservare. Una sensazione unica, divertente, spettacolare». A nove anni la spiaggia di Lu Bagnu diventa teatro del suo sogno, lontana dalle onde oceaniche eppure capaci di regalare suggestioni, e stimoli: «Ho iniziato a prendere confidenza con la mia prima tavola da surf, con il mare. È stato entusiasmante, ma molto molto difficile – spiega -. Quando per la prima volta sono riuscito ad eseguire il movimento, quando mi sono alzato in piedi e ho cavalcato il mio primo frangente mi sono sentito esplodere, ero felicissimo. Non posso a rendere l'idea in parole, indescrivibile».

Surf come passione, quasi una ragione di vita che supera i chilometri e le distanze. Kelly Slater, Creig Anderson e Leonardo Fioravanti diventano idoli da adolescenza, in particolare «Fioravanti, che ho avuto il piacere di ammirare all'ultimo Frozen Open. Mi ispiro a lui». Un flash dallo Sri Lanka? «Ho voluto fare questa esperienza perché in quella parte del mondo le condizioni ambientali sono ideali per allenarsi e quindi, tecnicamente, hai dei miglioramenti sostanziali. Condizioni che ti garantiscono un allenamento più constante in vista delle gare – spiega Giannone -. Oltre all'aspetto sportivo però è stata anche una straordinaria esperienza a livello personale. Ho conosciuto luoghi splendidi e persone che, malgrado le condizioni di vita difficili, ti riservano sempre sorrisi e ospitalità».

Un consiglio ai coetanei? «Consiglierei a chiunque, giovani come me e non, di provare a surfare. L'emozione è unica, nessun altro sport può dartela».

Giovanni Dessole

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