Offese su Fb, 3 turni al baby calciatore
Un 12enne del Taloro insulta la coetanea arbitro. Mingioni (Figc): calcio a rischio
NUORO. Un insulto a una ragazzina della stessa età: purtroppo succede spesso nel mondo dei social network, quasi sempre senza conseguenze per l’autore. Ma se chi offende e la vittima sono un minigiocatore di calcio e un’arbitro-donna, entrambi dodicenni, ecco che l’insulto diventa un caso e scatta una squalifica: tre settimane. È accaduto due domeniche fa nella gara del campionato provinciale di Nuoro tra Taloro Gavoi e Nuorese: hanno vinto gli ospiti per 0-2 ma qualcuno non ha gradito e la bambina col fischietto, invece che essere sostenuta dal pubblico come spirito sportivo vorrebbe, è incredibilmente stata insultata.
Naturalmente ha scritto tutto sul taccuino, ma non è solo questo che avrebbe riportato nel referto da inviare al giudice sportivo. Mentre si dirigeva verso casa con i genitori, il suo cellulare è squillato: qualcuno le aveva inviato un messaggio pieno di insulti su Facebook. La ragazzina ha riconosciuto l’autore, un coetaneo, uno dei giocatori del Taloro. E anche lui è finito nel rapportino. Puntuale è scattata la squalifica di tre turni (oltre a quella per un dirigente e a una sanzione pecuniaria al club per quanto avvenuto sul campo). Il giudice sportivo ha ritenuto che l’insulto via internet rientri nella fattispecie prevista dal regolamento e l’episodio di Gavoi contribuisce a fare giurisprudenza in una materia in evoluzione.
Spiega il delegato della Figc di Nuoro, Giulio Mingioni: «Occorre rendersi conto che continuando di questo passo si rischia di veder bloccato l’intero sistema calcio. Se i ragazzini che vogliono avvicinarsi al mondo della direzione arbitrale vengono impauriti o minacciati, sono per primi i genitori a fermarli e distorglierli dall’idea di arbitrare. Questo non è un caso isolato, la novità sta nell’uso di internet e colpisce l’età dei protagonisti. Abbiamo voluto mandare un messaggio forte, credo uno dei primi a livello nazionale in materia. La violenza sugli arbitri è un fatto cronico che dipende da una carenza socio-culturale, noi siamo intervenuti con corsi per sensibilizzare le varie componenti. Ma occorre studiare altre iniziative per fermare il fenomeno: se l’Associazione arbitri non avrà più ragazzi da formare, il calcio è a rischio».(a.palmas)
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