Ufficializzato il taglio di Tony Mitchell
L’Mvp dello scorso campionato ha deluso, brillando solo a rimbalzo
SASSARI. La prova fornita a Pesaro è stata l’ultima goccia, con il vaso già traboccato. Gli sguardi di fuoco che gli lanciava da bordo campo il coach Federico Pasquini lo avevano già tagliato.
Ieri mattina la Dinamo ha ufficializzato la decisione di non avvalersi più delle prestazioni di Tony Mitchell, arrivato due mesi fa a Sassari per risollevare una barca che imbarcava acqua e invece rivelatosi ulteriore trapano nella già rattoppata chiglia biancoblù, con un gioco improntato all’individualismo più sfrenato e senza neanche quelle prestazioni che in altre occasioni e in altri tempi avevano fatto sopportare (e apprezzare) a Sassari solisti con le sue caratteristiche, che però ne segnavano 30 a partita, quando erano in vena.
Mitchell secondo la formula di prammatica è stato messo fuori rosa, ma di fatto è stato tagliato. La sua destinazione non è dunque la tribuna in attesa di un ravvedimento, come accaduto con Edgar Sosa, ma direttamente gli Stati Uniti. Dopo la scelta della dirigenza la Dinamo non avrà più il problema del turnover, che aveva visto alternarsi per via dei passaporti di volta in volta Varnado e Petway. E al suo posto non arriverà nessun nuovo giocatore, avendo la Dinamo già consumato tutti i tesseramenti possibili nel corso di una stagione.
Otto partite in biancoblù, 8.9 punti di media in 26.9 minuti di media. E’ con queste cifre che Tony Mitchell non ha lasciato il segno alla Dinamo, terza squadra del 2015/2016 (le prime Krasny Oktyabr Volgograd in Russia e Estudiantes Madrid in Spagna) dell’ex Mvp e capocannoniere dell’ultimo campionato italiano con Trento. Il numero 2 di Swainboro ha un bilancio di 2 vinte e 6 perse, e all’esordio (prima giornata di ritorno) in casa con Cantù (78-86) si era presentato mandando a quel paese Brian Sacchetti dopo avergli spedito un missile imprendibile. Invece di scusarsi per il passaggio stra-sbagliato.
In allenamento Mitchell ha sempre dato il meglio, in campo invece si è mostrato un corpo estraneo rispetto alla squadra. Ha brillato soltanto sotto canestro, rivelandosi il miglior rimbalzista del gruppo biancoblù in tutte le sette partite giocate prima di quella di domenica scorsa a Pesaro (2 sole catture). Ma non erano i rimbalzi – o non soltanto quelli – che gli venivano chiesti.
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