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Conte conferma l’addio Scatta il toto-nomi per la panchina azzurra

Conte conferma l’addio Scatta il toto-nomi per la panchina azzurra

ROMA. Da qualche tempo era diventato il segreto di Pulcinella e le parole pronunciate ieri da Carlo Tavecchio non sono state una sorpresa: alla fine dei prossimi Europei, dopo poco meno di due anni...

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ROMA. Da qualche tempo era diventato il segreto di Pulcinella e le parole pronunciate ieri da Carlo Tavecchio non sono state una sorpresa: alla fine dei prossimi Europei, dopo poco meno di due anni dal suo inizio si esaurirà il ciclo in nazionale di Antonio Conte. “Affamato” di campo, il tecnico salentino è giunto alla conclusione che lavorare a intervalli così lunghi non fa per lui. «Sente il richiamo del campo e la quotidianità dell’allenamento. È un uomo del fare, è operativo. Gli manca il profumo dell’erba», ha spiegato Tavecchio, il grande regista che nell’estate 2014 lo portò sulla panchina azzurra. Per lui un contratto top, grazie anche al contributo dello sponsor Puma, e pieni poteri. L’ex tecnico bianconero ha portato a termine brillantemente la missione Euro 2016, staccando il biglietto con una gara d’anticipo. Ma che la sua avventura fosse a tempo lo si era capito da un pezzo.

E non solo per la già citata voglia di lavoro quotidiano («sento di dover tornare a fare l’allenatore in un club avendo così la possibilità di allenare tutti i giorni», ha confessato via Facebook). Più volte il tecnico salentino si è sentito tradito da chi avrebbe dovuto metterlo nelle condizioni migliori per rilanciare il calcio italiano, dalla polemica sugli stage a quella per la data della finale di Coppa Italia. In via Rosellini declinano ogni responsabilità («facciamo esattamente tutto quello che fanno le altre leghe nei confronti delle loro nazionali, ha precisato Beretta) ma anche lo scontro coi club probabilmente ha inciso sulla decisione finale di Conte, che nei prossimi mesi si concentrerà sul processo di Cremona e poi sugli Europei, prima di dedicarsi alla sua nuova avventura, salvo sorprese, al Chelsea. Abramovich lo ha scelto per la ricostruzione, come Agnelli aveva fatto alla Juve.

E in Nazionale? Abodi auspica un ct che porti avanti un ciclo decennale ma ad oggi è difficile fare previsioni. tanti i nomi tirati in ballo in queste settimane. Si va da gente di esperienza come Capello («mai dire mai», si è sbilanciato ieri il tecnico friulano), Ventura, Zaccheroni o Ranieri fino a tecnici emergenti come Di Francesco o Cannavaro. Non è da escludere un Donadoni-bis.

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