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«Il mio è un sogno che si realizza, sono contento per tutta la squadra»

«Il mio è un sogno che si realizza, sono contento per tutta la squadra»

«E pensare che questo decimo posto di St. Morizt è' stato uno dei miei peggiori risultati di tutta la stagione»: Peter Fill se la ride felicissimo alla base della pista Corviglia . È riuscito in una...

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«E pensare che questo decimo posto di St. Morizt è' stato uno dei miei peggiori risultati di tutta la stagione»: Peter Fill se la ride felicissimo alla base della pista Corviglia . È riuscito in una impresa storica, è riuscito là dove avevano fallito campionissimi italiani dell'alta velocità come Herbert Plank, Much Mair e Kristian Ghedina. In 50 anni di storia della coppa del mondo, infatti, mai un azzurro aveva conquistato il trofeo che consacra il miglior uomo jet della stagione. Sinora, nelle discipline veloci, l'Italia aveva vinto solo la coppa di supergigante nel 1995 con l'altro altoatesino Peter Runggaldier. «Sono partito senza sapere cosa avevano fatto gli altri e dove avrei sarei dovuto arrivare per conquistare la coppa. È il modo migliore per avere la testa libera, senza fare calcoli perché' altrimenti in qualche modo ti blocchi», ha raccontato Fill. «È per questo che, tagliato il traguardo, ho dovuto chiedere ai compagni se c'è l'avevo fatta, se quel 10/o posto era sufficiente». «È' un sogno che si realizza in una stagione strepitosa coronata da questa coppa - dice ancora Fill mostrando orgoglioso il trofeo di cristallo che pareva stregato per gli italiani - e dalla vittoria di gennaio sulla Streif di Kitzbuehel. Ma sono contento per tutti noi della nostra squadra, una grande squadra di grandi atleti, uniti e forti. Ci rivediamo nella prossima stagione», ha concluso il campione di Castelrotto.

Fill ha 33 anni, è sposato con Manuela, dalla quale ha avuto il piccolo Leon e che entro poche settimane gli regalarà un secondo figlio. Il campione - che milita tra i carabinieri - in carriera ha vinto due volte, ha conquistato cinque secondi e sette terzi posti. In più ha nel palmares un argento ed un bronzo mondiali. Viene da una famiglia modesta che lo ha sempre sostenuto nonostante molte difficoltà. Dopo un incidenti muscolare i genitori lo hanno spinto a gareggiare ancora, certi del grande talento di Peter. E hanno avuto ragione.

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