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Basile tende la mano «Rispetto Sassari, conta solo il campo»

Basile tende la mano «Rispetto Sassari, conta solo il campo»

SASSARI. Galeotta fu un’intervista a un quotidiano della Penisola. Il sasso scagliato, le polemiche, i chiarimenti. Gianluca Basile, autentica leggenda della pallacanestro italiana dell’ultimo...

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SASSARI. Galeotta fu un’intervista a un quotidiano della Penisola. Il sasso scagliato, le polemiche, i chiarimenti. Gianluca Basile, autentica leggenda della pallacanestro italiana dell’ultimo ventennio, domenica sfida la Dinamo con la maglia dell’Orlandina. A un mese e mezzo da quelle polemiche, il “Baso” torna torna sull’episodio.

Lei ha dichiarato che lo scudetto della Dinamo è stato dannoso per il movimento cestistico. Ha detto proprio così o è stato travisato?

«Sicuramente non volevo togliere dei meriti alla Dinamo che ha vinto il tricolore, mi riferivo solo alla differenza d’idee nella costruzione dei due roster. Era soltanto un’opinione personale, preferisco squadre più all’europea, ma Sassari ha vinto e merita i complimenti».

La sua idea in proposito è più legata al fattore atletismo/tecnica o al tipo di costruzione delle squadre, italiani/stranieri?

«Non ho mai detto che gli italiani devono giocare di più o meno, mi riferivo solo alla pallacanestro praticata nella scuola europea e in quella americana. Per me deve giocare chi merita, chi dimostra che può stare in campo e non chi al momento della firma chiede quanti minuti avrà a disposizione. Questi “regali” non sono propri del mio modo di pensare. Mi piace di più sposare progetti di tipo europeo, puntando più sul gruppo che sul singolo. In quel modo puoi pianificare anche obiettivi più a lungo termine».

Lei avrebbe dichiarato che la Dinamo ha giocato male sino alla finale. Dall'alto della sua esperienza, non pensa come altri che la vera finale sia stata Milano-Sassari?

«Non l’ho mai detto in verità, non ho mai detto che Sassari ha giocato male fino alla finale. Penso che ha giocato bene contro Trento, contro Milano e poi ha vinto in finale. Inoltre nello sport per me chi vince ha sempre ragione. Se il parquet ha detto che la finale era Sassari-Reggio Emilia e poi ha decretato Sassari campione d’Italia, nessuno può storcere il naso».

Domenica a Sassari la Dinamo è obbligata a vincere mentre voi con il successo su Torino vi siete messi abbastanza al sicuro. Questa tranquillità potrebbe fare la differenza? State facendo anche un pensierino ai playoff?

«Abbiamo superato un momento complicato, ma non siamo ancora tranquilli e poi andare a giocare sul parquet dei campioni d’Italia non può che regalarti ulteriori stimoli per rendere al meglio».

Dopo una carriera ultraventennale ad altissimi livelli, dove si va a prendere gli stimoli per continuare a giocare oltre i 40 anni? Giocherà anche l'anno prossimo?

«Ancora non lo so, ci rifletterò alla fine della stagione. L’anno scorso di questi tempi la voglia di continuare era più forte di quella di smettere, mentre quest’anno è un po’ al contrario… ma deciderò soltanto alla fine».

A.Si.

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