Dinamo alla ricerca del riscatto
Basket, arriva a Sassari l’Upea Capo d’Orlando, una formazione in ascesa trascinata dal pericoloso Ryan Boatright
SASSARI. Vecchietti terribili, giovani scommesse dell’Est Europa, muscoli e centimetri made in Nigeria sotto le plance e l’estro americano – garantito Ncaa – del risolutore, Ryan Boatright. Questo, e non solo, quel che la Dinamo Banco di Sardegna si troverà davanti domani, alle 18,15, quando al PalaSerradimigni contenderà alla Betaland Capo d’Orlando la palla a due valida per la nona giornata di ritorno del massimo campionato di Lega A. Isolane contro, Sassari sfida Capo d’Orlando, prima delle ultime 7 tappe di regular season, corsa che entra nel vivo e si fa dura, con Jack Devecchi e compagni chiamati a strappare in salita per agganciare le prime 8 e conquistare i playoff. Sette partite, 14 punti in palio fra scontri diretti, missioni impossibili (sulla carta) e gare abbordabili (sulla carta). Vietato distrarsi e perdere terreno.
La Dinamo oggi è la nona forza del campionato, ha 22 punti in coabitazione con Brindisi, Venezia e Trento – 4 meno di Pistoia, quinta della classe -, ha Cantù alle spalle staccata di 2 sole lunghezze e ne ha 4 di vantaggio sul quintetto di penultime. Il Banco di Federico Pasquini è reduce da 3 sconfitte consecutive, ma non si guarda indietro, non guarda troppo avanti e pensa al presente, a Capo d’Orlando.
Nel girone di ritorno i siciliani di Gennaro Di Carlo, subentrato in corsa al suo head coach Giulio Griccioli, hanno vinto 5 partite su 8, perdendo 3 delle 4 giocate in trasferta. Penultima in classifica, ma in compagnia di Caserta, Varese, Pesaro e Bologna, con Torino staccata di 6 punti, la Betaland punta alla conferma della categoria, e non disdegna di concedersi sgambetti eccellenti. Quinta in classifica per rimbalzi catturati (37.1), mentre la Dinamo è la Cenerentola della stessa graduatoria (32), Capo d’Orlando è ultima per media punti (68.4) contro una Sassari da 81.9 che cede il gradino del podio solo alla capolista Milano. Di Carlo si affida ai 206 centimetri di Oriakhi, passaportato africano e quarto fra i rimbalzisti della serie A (8.6), può contare sull’esperienza di Ilievski, Nicevic e Basile ed ha nel lituano Jasaitis una pericolosa arma non convenzionale: 5/5 da tre contro Torino. Ma è il fenomeno Boatright, sbarcato in Sicilia a fine gennaio, il sorvegliato speciale in maglia orlandina. Il 23enne americano ha vinto, da leader, il titolo Ncaa 2014 con gli Huskies della University of Connecticut, ha firmato in Nba ai Nets e, passando per i Pistons, ha poi lasciato la Lega di Sviluppo per giocarsi le sue carte in Italia. Risultato? In 6 partite giocate colleziona 20.2 punti di media, con il 41.5% dai 6.75. Ryan Boatright, l’uomo della svolta per Capo d’Orlando.
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