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Dai Banco, serve un colpo scacciacrisi

di Andrea Sini
Dai Banco, serve un colpo scacciacrisi

Oggi al PalaSerradimigni la delicata sfida con Capo D’Orlando: i sassaresi non possono permettersi altri passi falsi

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SASSARI. L’ennesima penultima spiaggia, per uscire dalle sabbie mobili e riprendere la marcia verso l’obiettivo minimo dei playoff. Da qui alla fine della stagione regolare, alla Dinamo restano 7 finali e quella in programma questo pomeriggio non è delle più semplici. Al palazzetto di piazzale segni (palla a due alle 18,15), arriva la Betaland Capo d’Orlando, reduce da tre vittorie nelle ultime quattro gare e decisamente “leggera” dopo il successo della settimana scorsa su Torino che l’ha allontanata parecchio dalla zona retrocessione.

La situazione. Il Banco di Sardegna in questo momento è esattamente nel limbo, sufficientemente distante dall’ultimo posto (Torino è 10 punti sotto) e incastrata nel gruppo di 4 squadre che si trovano a cavallo dell’ottava posizione. Con il calendario che va a impennarsi e il morale che resta sempre in attesa di un rilancio, i biancoblù hanno l’obbligo di ritrovare i due punti per poi presentarsi allo scontro diretto di Trento (in programma il sabato di Pasqua), con più fiducia e ulteriori motivazioni. Due sole vittorie nelle ultime nove partite sono un fardello decisamente pesante per una squadra che in questa stagione sta attraversando mille vicissitudini.

Dopo i terremoti. Nelle ultime due settimane la Dinamo ha perduto per strada coach Calvani (dimissionario) e Tony Mitchell (due mesi assolutamente negativi a Sassari), individuato come la principale “mela marcia” del gruppo e allontanato in malo modo – senza possibilità di ripensamenti – già domenica notte dopo la batosta subita all’Adriatic Arena. Finite le scuse, e finito il tempo delle scuse, ora i sassaresi non hanno più alternative. Al di là degli influssi fisiologici di un’annata no che si può sempre mettere in conto, e al netto delle modifiche fatte in corsa, sul parquet scendono comunque dodici giocatori che valgono – tutti insieme – un budget a 6 zeri.

La partita. Tutti disponibili per coach Pasquini, che dovrà però centellinare l’impiego di Brent Petway, che risente di una botta al torace subita in settimana in allenamento. Con l’addio di Mitchell, lo starting five biancoblù sarà quasi certamente composto da Akognon e Logan in cabina di regia, Devecchi (favorito su Formenti) come ala piccola, e una coppia di lunghi formata da Alexander e Kadji. I sassaresi dovranno cercare di riequilibrare in qualche modo il prevedibile gap a rimbalzo: la Betaland tira giù infatti 37,1 rimbalzi a partita (concedendone 35,7), mentre i sassaresi sono ancora la cenerentola del campionato in questa graduatoria (32 rimbalzi per gara), e ne concedono agli avversari 36,9. Inutile fare riferimento al match dell’andata, dominato dai sassaresi dell’esordiente Calvani per 52-77, dato che i roster sono profondamente cambiati.

Gli avversari. I siciliani di coach Gennaro Di Carlo (subentrato a Griccioli a stagione in corso) presentano un bel mix fatto di esperienza, “cattiveria” e talento est europeo e un discreto tonnellaggio vicino a canestro. L’uomo del giorno, in casa Orlandina, è senz’altro Ryan Boatright, che si sta rivelando decisivo in molte situazioni. La Betaland ha recuperato in extremis la guardia ungherese Zoltan Perl, ma dovrà fare a meno del play macedone Vlado Ilievski per i postumi di una botta a una mano rimediata nella gara contro Torino. «Siamo concentrati, non siamo ancora salvi e puntiamo a vincere più gare possibili», ha detto il lungo americano Keaton Nankivil. La Dinamo è avvisata.

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