Basile fischiato, il mito tradito dal nervosismo
Brutta accoglienza per l’ex colonna della nazionale, che a 41 anni reagisce come un esordiente
SASSARI. Il declino del mito nella testa, più che nel fisico, e a 41 anni è tutto dire. Gianluca Basile era il personaggio più atteso della partita di ieri, a torto o a ragione. Due mesi fa aveva rilasciato alcune dichiarazioni sullo scudetto vinto dalla Dinamo che non erano piaciute ai tifosi biancoblù. Poi i chiarimenti (anche attraverso le colonne di questo giornale) con toni assolutamente pacati.
Il pubblico sassarese però aveva già deciso di non perdonarlo e ieri l’ha accolto sul parquet di piazzale Segni coprendolo di fischi e con uno striscione del Commando: “Basile guardaci sul petto e portaci rispetto”.
Tutto secondo copione, con il “Baso” che ha mostrato lampi di classe nel secondo quarto, incurante dell’ambiente ostile. Poi succede quello che non ti aspetti: l’argento olimpico di Atene 2004 inizia a cedere al nervosismo, si mette a battibeccare con il pubblico, fa un gestaccio dopo avere segnato una tripla. L’uomo che ha vinto un’Eurolega, due scudetti, due campionati spagnoli, un Europeo; la stella che a Colonia demolì il Dream Team con le sue “triple ignoranti”, il guerriero che ha contribuito a fare la storia dei derby di Bologna (sponda Fortitudo) e che ha giocato il derby Cantù-Milano su entrambe le sponde, va in tilt per un po’ di fischi. E proprio quando la sua squadra sta dando un ultimo segnale di reazione, lui durante un timeout si fa beccare dagli arbitri mentre fa un gestaccio alla tribuna. Fallo tecnico (alla panchina) e partita chiusa. È sempre stato un sanguigno, il Baso, ma a 41 anni e con una bacheca straripante di trofei, ci si aspetterebbe più sangue freddo. (a.si.)
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