La Dinamo si riaccende e schianta Capo D’Orlando
Larga vittoria dei sassaresi, che chiudono la serie negativa e tornano in zona playoff Primo tempo equilibrato, poi dopo l’intervallo scocca la scintilla: cuore, difesa e fiducia
SASSARI. Metà partita sugli standard abituali di questa stagione, poi i due quarti stellari attesi da così tanto tempo che quasi non li aspettavi più. Via la scimmia, via i pensieri e nessuna paura di sbucciarsi le ginocchia in difesa. La Dinamo demolisce l’Upea Capo D’Orlando (92-63), chiude la serie negativa e torna prepotentemente in zona playoff, con un salto triplo nei confronti di Trento (prossima avversaria), Venezia (che stasera scende in campo a Caserta) e Brindisi. Tutto grazie a una seconda parte di gara da boati, più che da applausi, quelli che i cinquemila del palazzetto hanno fatto esplodere come una liberazione.
La scintilla. Primi due quarti da Dinamo, con due quarti sullo stile di questa travagliata stagione: dal +11 al -1 in senza neppure accorgersene, tanta fatica per nulla. Poi la scintilla che scocca nell’intervallo e il ritorno in campo di un’altra squadra, capace di difendere con la bava alla bocca (appena 6 punti subiti negli ultimi 12’) e di restare sul parquet finalmente come un monolite compatto. Il punteggio del secondo tempo dice 52-21: ciò che Pasquini ha detto alla squadra in quei 10 minuti ha fatto più effetto di 12 giorni di allenamenti.
La “solita” partita. Pasquini conferma Logan e Akognon in cabina di regia, dà fiducia a Formenti e opta su Kadji e Varnado per riempire l’area. I sassaresi giocano molto sui due lunghi, che si fanno rispettare a rimbalzo ma soffrono un po’ in difesa. Il gioco biancoblù diventa via via più fluido, Akognon con una tripla firma la prima mini-fuga (13-7), poi Pasquini modifica completamente l’assetto e il Banco accelera: dentro Sacchetti e Alexander e i sassaresi iniziano a martellare da fuori. Poi ancora un doppio cambio (Devecchi e Stipcevic per Akognon e Formenti) e la buona difesa dei biancoblù genera attacchi semplici e concreti: arrivano le triple di Logan e Alexander, e alla prima sirena è +7 (25-18). Pasquini tiene dentro anche D’Ercole e l’ex Virtus Roma infila subito la tripla del +11 (31-20 al 12’). Sembra tutto facile, invece la Dinamo torna a fare la Dinamo e in 3 minuti subisce un break di 2-12: Boatright si accende (ha già 13 punti) e a metà quarto il break si è completamente assorbito: 33-32. Tutto da rifare, la Betaland usa bene la difesa a zona e la mira dei sassaresi dai 6,75 resta appannata. I siciliani mettono la freccia con Oriakhi (36-37) e all’intervallo Logan e compagni sono sotto di 2 (40-42).
La vera Dinamo. Dopo il riposo Pasquini ripropone il quintetto di partenza ma qualcosa è cambiato: i sassaresi hanno la faccia cattiva, anche se ogni sforzo viene rintuzzato dalla squadra di Di Carlo, che ha un Boatright scatenato. La svolta arriva proprio qui, perché anche senza riuscire a scappare via (52-47 a 6’, 58-55 a 2’30”), il Banco dà buone sensazioni e il pubblico applaude con convinzione. La scossa arriva con tre-quattro ottime difese, una tripla di Logan e un break finale di 7-0, con la tripla di Alexander sulla sirena che vale il +10 (67-57 al 30’). La miccia è innescata e stavolta la Dinamo non si spegne: la difesa ruggisce trascinata da Stipcevic (che annulla Boatright), l’attacco è “senza pensieri”, come vuole Pasquini: i sassaresi si scatenano e allungano il break sino al 18-2 (78-59 a 6’43” dalla fine). Capo D’Orlando dà segnali di reazione ma Basile fa il “bambino” con il pubblico durante un timeout e si becca un fallo tecnico. La tripla di Logan da 9 metri (81-61) chiude virtualmente il match a 4’40”. Capo D’Orlando trova il canestro tappato, invece la Dinamo non fa sconti e si lancia in discesa senza freni (91-61 con un super canestro di Alexander), chiudendo sul +29. Sabato si va a Trento con una pazza idea: e se la stagione della Dinamo fosse iniziata ieri?
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