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La Dinamo cade sul più bello: a Trento un altro ko in volata

di Andrea Sini
La Dinamo cade sul più bello: a Trento un altro ko in volata

I sassaresi perdono la battaglia contro la Dolomiti Energia per 93-81 dopo un overtime Match durissimo, i biancoblù vanno a -12, poi risalgono a +9 ma calano alla distanza

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INVIATO A TRENTO. Perdonateci, ma non ci sono a disposizione altri dvd. La replica del film più visto della stagione va in scena per l’ennesima volta al PalaTrento, dove la Dinamo perde dopo un overtime 93-81 la partita – quasi vinta – che avrebbe dovuto rappresentare la svolta di questa annata orrenda. Niente rilancio in classifica, niente continuità di risultati rispetto alla vittoria con Capo d’Orlando, nessuna “stella” capace di prendere il gruppo sulle spalle nei momenti topici: la squadra campione d’Italia ritrova la scimmia delle sconfitte nei finali punto a punto e torna a casa a mani vuote al termine di un match durissimo ed estremamente combattuto.

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L’accusa. Nel sabato di Pasqua, la squadra di Pasquini resuscita l’Energia Dolomiti, reduce in campionato da 8 sconfitte nelle ultime 9 gare (6 di fila) e dal massacrante impegno di mercoledì in Eurocup contro Milano. Logan e compagni, partiti come sempre ad handicap (break di 15-0 incassato nel primo quarto), hanno rimesso in piedi la partita dopo l’intervallo, impattando al 27’ e portandosi a +9 (61-70) a meno di 7’ dalla sirena. Poi le solite amnesie, tanti errori sia in attacco (il quintetto basso ha tirato all’infinito da 3) che in difesa e il supplementare strappato con i denti, con Trento (prima di Jamarr Sanders) che sul 76-76 ha avuto per tre volte la palla in mano per chiudere i conti. Poi l’overtime, dove è esistita solo la squadra di Buscaglia, che con un break immediato di 8-0 ha creato il solco decisivo.

La difesa. La Dinamo non ha vinto ma ha giocato e lottato. «È stato un match di altissimo livello dal punto di vista fisico e agonistico», hanno detto a fine gara entrambi i coach. Varnado e compagni sono stati bravi a risalire con pazienza dal -12 (42-30 in chiusura di secondo quarto con la tripla di Pascolo). Hanno cambiato più volte assetto, hanno stretto i denti in difesa e hanno atteso il colpo di coda dei big: a quel punto sono riusciti a ribaltare la situazione e a prendere in mano il match. Alla fine però l’entusiasmo per l’impresa europea ha messo le ali ai piedi dei padroni di casa, che anzichè calare alla distanza sono cresciuti, trascinati dal pubblico, mentre i sassaresi di Pasquini si sono fermati solo di fronte ai soliti errori finali e a un notevolissimo squilibrio dal punto di vista dei fischi arbitrali: 24 tiri liberi tirati dai padroni di casa, appena 8 dal Banco di Sardegna. Se l’ennesima sconfitta in volata non peserà troppo sul morale, distillando questa partita ci sono comunque diversi buoni spunti da portare a casa.

La partita. In quintetto c'è a sorpresa Varnado, dato in condizioni fisiche non perfette, affiancato sotto canestro da Kadji. A guidare le operazioni Akognon e Logan, con Formenti nel ruolo di ala piccola. Trento parte piano e poi alza l’intensità, piazzando un break di 15-0 (17-7 al 7’). Alla prima sirena è -6, e poteva andare molto peggio. Poi Pasquini abbassa ancora di più il quintetto (fuori Petway, dentro Devecchi, Sacchetti va a fare il quattro) ma gli errori della sua squadra fioccano, sia in attacco che in difesa. Pascolo regala il +12 alla Dolomiti Energia (42-30) e si va al riposo sul 44-32. L’intervallo fa bene alla Dinamo, che piazza subito un 8-0 nonostante la pessima luna di Logan (47-46 al 26’). Trento muove il punteggio esclusivamente dalla lunetta, Formenti firma il 51 pari a 2'24” e in avvio di ultima frazione una tripla di Alexander vale il sorpasso biancoblù (59-61). L’energie di Devecchi e le triple di Stipcevic lanciano i sassaresi, che con Alexander volano a +9 (61-70 a 7’). Potrebbe essere la spallata decisiva, ma i biancoblù si rilassano e Trento risale. Wright impatta a quota 76, poi si va all’overtime ma a quel punto in campo c’è solo l’Aquila: un Lockett indemoniato e un Poeta precisissimo dalla lunetta danno l’ultimo colpo alla Dinamo. Eccolo qui, ancora una volta, quel pessimo finale.

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