«Gruppo e passione, ecco il segreto delle Pazze Pazze»
Basket, Valentina Addis racconta il “miracolo” Nulvi «Dalla C alle soglie della A2, tutto il paese è con noi»
NULVI. «Cosa significa giocare per le “Pazze Pazze”? Lo capisci solo se la vivi». Le Pazze Pazze Basket Nulvi sono una squadra di pallacanestro femminile. Valentina Addis, studentessa di archeologia classe ’90, è una di loro, parte di un gruppo che ha scritto la storia del basket locale. Al momento il team si appresta a disputare la finale regionale del campionato di serie B, da 3 anni disputa le fasi nazionali e coltiva il sogno della promozione in A2. Niente male per un paese di 2700 abitanti che, a tutti gli effetti, rappresenta l’eccellenza nel nord Sardegna. La storia è quella di un gruppo di ragazzine che a cavallo del millennio hanno scoperto il basket, e non l’hanno più lasciato. «Avevo 10 anni, andavo a vedere gli allenamenti di mia cugina Ilenia, mi divertivo – spiega la numero 18 gialloblù –. Chiesi a mia madre di iscrivermi, lei non voleva, diceva che era uno sport da maschi, sono riuscita a convincerla. Il coach era Antonello Piras, mi ricordo il primo canestro, avevo il sole in faccia, mi passano la palla, tiro e mi accorgo di aver segnato solo perché le mie compagne esultavano».
Seguono stagioni di giovanili e Under sino ad arrivare alla serie C (2010). È allora che nascono le Pazze Pazze, fra un viaggio in macchina per l’Isola accompagnate dai dirigenti/genitori, scuola, lavoro, amicizia e traguardi tagliati. Ma, soprattutto, tanto basket: «Ragazze di Nulvi che hanno una passione in comune e condividono tante emozioni. Ho iniziato con Ilaria, Ilenia, Laura e Cristina, nel tempo altre si sono unite a noi in paese, e anche con l’arrivo di ragazze di “fuori” non è cambiato nulla: le abbiamo naturalizzate, il gruppo è il nostro segreto, la nostra forza».
Il debutto in serie C è una botta adrenalinica che aiuta a crescere. Giangiorgio Cadoni è in panchina, in campo «un gruppo di ventenni senza esperienza ma con tanta voglia di fare – afferma Valentina Addis -. Le aspettative non erano alte, volevamo fare una stagione dignitosa, ce la siamo cavata. L’anno dopo eravamo più mature, siamo arrivate in finale, non se lo aspettava nessuno: c’era un fantastico pubblico al PalaNulvi – prosegue -. C’erano i nostri genitori, come sempre, a darci una forza unica. La finale l’abbiamo persa, ma non era quello l’importante».
Parla sempre al plurale Valentina, colonna di un gruppo granitico. «Il terzo anno di C, con coach Cadoni, c’era anche Lello Porcu. Finale con Oristano, in trasferta vinciamo alla grande, ma in casa perdiamo gara2 e andiamo da loro per la bella: due autobus di tifosi al seguito, vittoria, gioia, lacrime. Uno dei ricordi più belli». Nel 2014-’15 in panchina arriva Andrea Bellino, alla terza stagione in serie B Nulvi vince il campionato. Il paese è in festa e trabocca d’orgoglio: «Eravamo una squadra di ragazze di un piccolo paese del nord Sardegna, siamo diventate una realtà che conta qualcosa».
In curriculum Valentina “Huby” Addis ha anche la partecipazione ad un All Star Game isolano con tanto di gara di tiro da tre contro Jiri Hubalek, mentre quotidianamente gioca la sua partita fra studio, vita e basket: «Devi fare sacrifici e rinunce. Negli ultimi due anni ho giocato poco causa Università. È difficile stare a guardare, vorresti essere sempre lì a lottare – chiude Valentina –. Ma io sono sempre una Pazza Pazza. Sto in tribuna ad incitare e spronare le ragazze: siamo il Basket Nulvi e anche quest’anno ci giochiamo la finale».
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