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Tragedia sul ring, in coma un pugile inglese

LONDRA. Rimangono critiche, ma stazionarie, le condizioni dell'ex campione britannico dei pesi medi Nick Blackwell, 25 anni, ricoverato in coma indotta in seguito all'incontro sospeso domenica...

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LONDRA. Rimangono critiche, ma stazionarie, le condizioni dell'ex campione britannico dei pesi medi Nick Blackwell, 25 anni, ricoverato in coma indotta in seguito all'incontro sospeso domenica sera alla Wembley Arena. Blackwell, ha subito un'emorragia cerebrale nel corso del combattimento, interrotto alla decima ripresa, contro Chris Eubank Jr.

Il giorno dopo il match da più parti si sono levate voci critiche circa l'operato dell'arbitro, Victor Loughlin, accusato di aver sospeso l'incontro troppo tardi. Lo stesso Eubank, neo campione britannico dei medi, ha dichiarato che «forse l'arbitro avrebbe potuto fermare prima il combattimento». Una decisione giunta solo dopo che il medico a bordo ring ha constatato che il pugile inglese non era più in grado di vedere attraverso l'occhio sinistro. Subito dopo l'incontro, che ha conclusi in piedi, con il volto stravolto da un enorme ematoma frontale, Blackwell è stato trasportato via in barella e ricoverato nel più vicino ospedale, dove gli è stata diagnosticata un'emorragia interna.

Tra i critici sulla condotta dell'arbitro, lo stesso Eubank: «La boxe è questa, due combattenti che si affrontano: io ho raggiunto il mio sogno, il titolo inglese. Ma sono triste per quel che è successo a Blackwell, lo stavo colpendo da tempo con una serie di jab che lo hanno fatto sanguinare; forse l'arbitro avrebbe potuto fermare prima l'incontro». Come si sarebbe augurato lo stesso padre di Eubank, ex pugile, legato al figlio da una tragica coincidenza. Nel 1991, in seguito a un match per il titolo dei supermedi, il suo avversario Michael Watson aveva subito lesioni cerebrali dalle quali è sopravvissuto ma subendo gravi disabilità. Forse anche per questo le telecamere lo hanno colto mentre, tra la nona e la decima ripresa, chiedeva insistentemente al figlio di non colpire più al volto l'avversario ormai battuto. «Se l'arbitro non ferma l'incontro, non so cosa dirti - il consiglio Chris Eubanks Jr al figlio -. Ma ti dico questo, se non lo interrompe e continui a combattere così, finisce che si fa male sul serio».

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