Il volley sardo si scopre un po’ meno international
In calo gli stranieri delle formazioni isolane che disputano i tornei nazionali Fra i nove nomi spiccano le tre stelle dell’Hermaea Olbia, nella A2 femminile
SASSARI. Nove elementi, sei donne e tre uomini, spalmati su cinque squadre su nove. Non è più particolarmente nutrita, meno in ogni caso rispetto a qualche anno fa, ma comunque interessante la pattuglia degli stranieri delle squadre sarde di pallavolo che prendono parte ai campionati nazionali.
Tre si trovano nella formazione di vertice del movimento isolano, l’Entu Hermaea Olbia, che da due stagioni ha riportato la Sardegna nell’Olimpo della A2 femminile. La prima è la schiacciatrice rumena Adriana Vilcu (classe 1991, altezza 1,84), una delle migliori giovani del panorama europeo e alla sua prima esperienza italiana, dopo aver cominciato la sua militanza all’estero prima a Cipro e poi in Grecia nel Panathinaikos, ed aver già vinto campionato e Coppa in patria nel 2001/2011. Così come è all’esordio nel nostro Paese la centrale spagnola Mirtha Esteban Correa (1985, 1,86), capitano della sua nazionale e tanta esperienza anche internazionale, come dimostrano i quattro scudetti vinti in Spagna e la partecipazione alle coppe europee anche nelle file di squadre francesi e belghe.
Chi invece è ormai un’esperta del volley italiano è Natalia Guadalupe Brussa (1985, 1,88), opposta dalle ottima capacità realizzative nata in Argentina e trasferitasi nello Stivale nel 2003, dove dal 2006 gioca come italiana dopo il percorso di naturalizzazione. Due scudetti, una Coppa Italia, una Supercoppa e una Coppa Cev.
In serie B in teoria gli stranieri non potrebbero giocare, ma esistono alcune eccezioni. Per esempio lo possono fare i naturalizzati, cioè quelli che, a vario titolo, hanno preso la cittadinanza italiana, e i cosiddetti “primo tesseramento”, ossia che pur non essendo nati in Italia hanno cominciato qui a giocare a pallavolo. Nessun limite invece per gli allenatori, ed è per questo che Adrian Pablo Pasquali, nato in Argentina può sedersi senza problemi su una panchina italiana. Da due stagioni ormai su quella dell’Olimpia Sant’Antioco di B1 maschile, sua seconda esperienza sarda dopo quella con il Cagliari nella stessa categoria. Attenzione invece, sempre nella squadra sulcitana, a non lasciarsi ingannare dal nome di Damir Kosmina, che è italianissimo (nato a Gorizia), mentre il Sarroch schiera l’attaccante italo ucraino Igor Andriyets (1994, 1,99). Ben tre le straniere dell’Alfieri Cagliari femminile, l’opposta argentina Guillermina Gaido (1988, 1,86) e due centrali, la bulgara Prolekta “Poli” Dimitrova (1981, 1,83) e la polacca Izabela Kus (1993, 1,84). Ultima presenza in B2 maschile, dove, nell’Ariete Vestis Oristano si trova, nel doppio ruolo di allenatore e giocatore, il centrale cubano Angel Beltran (1973, 2,04), che negli anni ’90 ha anche disputato le Olimpiadi.
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