Il Coni sardo: presto gli sconti Alitalia
Il presidente regionale Gianfranco Fara fa il punto sulle difficoltà economiche dello sport isolano. In arrivo una nuova legge
SASSARI. Club alla mercè della crisi economica e snobbate dalla compagnia di bandiera nelle facilitazioni per le trasferte, politica poco incisiva, dirigenti sportivi non sempre all’altezza. È quanto emerge da una chiacchierata sul momento dello sport sardo col presidente regionale del Coni, Gianfranco Fara, che precisa: «Se c’è un’istituzione che si è mossa per difendere il diritto delle società sportive isolane a muoversi con le stesse facilitazioni delle colleghe continentali, è proprio la nostra. Sono costrette a pagare il doppio, e viaggiano ogni due settimane».
Isolane maltrattate. Il punto di partenza è il protocollo d’intesa tra Coni e Alitalia, sottoscritto da Giovanni Malagò e Luca Cordero di Montezemolo e che prevede tariffe agevolate nei voli delle squadre sportive per il 2015. Per tutte tranne che per le sarde: «Quando l’ho saputo, l’ 11 dicembre ho scritto al presidente nazionale Malagò – dice Fara –. Mi ha risposto il 16 dicembre, affermando in sostanza che le motivazioni dell’esclusione stavano nel fatto che l’isola gode già di facilitazioni grazie al regime di continuità territoriale. E che comunque Alitalia era in contatto con l’assessorato regionale ai trasporti per valutare la questione. Ma poiché la situazione appariva stagnante, abbiamo investito della questione il nostro deputato Roberto Capelli, che l’ha esposta in un’interrogazione al ministro Delrio. Questi ha garantito il suo impegno affinché Alitalia si renda disponibile ad avviare un confronto con la Regione».
Soluzione vicina. Ma non basta. A marzo Fara ha scritto direttamente al governatore Pigliaru riassumendogli lo stato dell’arte. «Qualche giorno dopo ho saputo dall’assessore Firinu che aveva partecipato a un incontro tra Alitalia e la Regione insieme al collega ai trasporti, Deiana, cui era presente anche Capelli. Quest’ultimo mi ha spiegato che c’erano stati passi avanti grazie proprio alle sollecitazioni partite dal Coni. Circa i tempi, riteneva che nell’arco di qualche settimana ci sarebbe potuta essere una svolta. E Malagò, cui ho scritto nuovamente, mi ha manifestato la propria fiducia circa una soluzione positiva».
Nuova legge sullo sport. Grande attenzione viene riposta nell’approvazione della nuova legge regionale sullo sport la cui bozza è stata approntata da Roberto Deriu e dal gruppo Pd in consiglio regionale: «A breve potrebbe essere posta all’attenzione dell’assemblea – dice Fara –. Certo con i pochi solidi a disposizione non si va da nessuna parte, ma se si riusciranno a legare le problematiche dello sport al mondo della sanità (com’è negli intenti della nuova legge) il futuro potrebbe essere più roseo». La legge 17 è sulla carta positiva, ma ritardi e tagli ne hanno vanificato l’efficacia. «La bravura delle società nel fare i salti mortali per sopravvivere è inversamente proporzionale ai tempi della burocrazia, non all’altezza. Difficile comunque che qualcuno veda un euro quest’anno: siamo al quarto mese di bilancio provvisorio, e tra tempi per l’approvazione della legge, procedure varie, bandi di gara la vedo grigia»
Fondi insufficienti e furbetti. C’è il rischio di una ulteriore emorragia di società sportive? «I fondi a disposizione rispetto al 2012 sono meno della metà, da quasi 12 milioni si è scesi a 5. La maggior parte di questi soldi viene distribuita per la partecipazione ai campionati, restano 400 mila euro per fare eventi sportivi, ma chiaramente sono insufficienti. Prendi l’atletica: nessuno li organizza più, i grandi campioni per partecipare vogliono soldi. E ci sono sempre meno piste, le poche negli stadi di calcio che tendono a eliminarle». Gli sponsor? «Le poche risorse prodotte (solo) dal mondo imprenditoriale sardo, finiscono nelle casse delle società prof, Dinamo e Cagliari, che garantiscono un ritorno d’immagine, e c’è da capirlo. Così, se prima si riusciva a ottenere qualche migliaio di euro, i rubinetti sono stati chiusi». Non sempre i contributi sono stati gestiti bene dai beneficiari: «Non nascondiamocelo: c’è chi ne ha approfittato. Ci sono presidenti che pretendono di sedersi dietro a una scrivania solo per gestire risorse istituzionali, da cui dipendono interamente. Finite quelle, finisce tutto. E si dà la colpa alla Regione». In un quadro del genere la Dinamo ha fagocitato gran parte dei piccoli sponsor desertificando le fonti di approvvigionamento: «Ha fatto l’asso pigliatutto, perché ha un gruppo di dirigenziale all’avanguardia, che ragiona in maniera professionale. Mentre c’è chi si improvvisa presidente, ma non muove un dito».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
