E l’Olbia accende i fuochi d’artificio
Piegata la Cynthia grazie agli uomini-gol Mastinu e Cossu, ma non è stata una passeggiata. La zona playoff è quasi al sicuro
OLBIA. Non sarà Italia-Germania di Messico '70, ma il 4-3 con cui l'Olbia ha superato il Cynthia al Nespoli è comunque "tanta roba". Una giostra di emozioni incredibile e alla fine sorridono i bianchi di Michele Mignani, che portano a 4 punti il vantaggio sul sesto posto, occupato dall'Arzachena. La zona playoff è sotto controllo. Se quell'Italia entrata nel mito aveva i suoi Riva e Rivera (senza dimenticare Mazzola), questa Olbia ha due giocatori che, senza fare torto a nessuno, sono di un'altra categoria: Cossu e Mastinu appartengono a un altro orizzonte calcistico e in serie D sono grasso che cola. Merito di Mignani averli messi nelle condizioni di rendere al meglio, con soluzioni tattiche che valorizzano le caratteristiche del "piccoletto" ex Cagliari e del bomber ex Arzachena. Il risultato è stato una doppietta per Mastinu, tre assist e un gol di Cossu: con una punizione all'incrocio da leccarsi i baffi. Il pubblico dell'Olbia apprezza il giusto. Chi va allo stadio dovrebbe rendersi conto che giocate del genere un tempo si potevano vedere solo in tv.
Fuochi d'artificio. Pronti via e si capisce che i timori di Mignani alla vigilia non erano solo figli della pretattica. Pinna perde palla poco prima del centrocampo, Senesi si invola e viene steso dal terzino destro dell'Olbia abbondantemente fuori area: il mediocre arbitro Gualtieri di Asti fischia il rigore. Come nella miglior tradizione della cabala, a rigore regalato non segue miglior risultato. Ciotti para col piede il tiro centrale di Bertoldi e l'Olbia tira un sospiro di sollievo. Passata la paura i bianchi cominciano a dare palla a Cossu, che da parte sua ricama calcio. Il Cynthia piazza il centravanti Attili e Torri a pressare in prima battuta su Geroni, tessitore del gioco dell'Olbia. Così Cossu comincia ad abbassarsi e fa da secondo regista, con licenza di inventare. Da un suo assisti nasce il gol del vantaggio: pescato Molino in area, controllo, assist al centro dove arriva Mastinu che mette dentro. 1-0 e partita in cassaforte? Neanche per idea. Il Cynthia ha cuore e polmoni e pareggia con un tiro dal limite del capitano Di Ventura che spazzola il sette. 1-1 e palla al centro. L'Olbia soffre le ripartenze dei laziali, veloci sulle corsie laterali, e non ha la solita fluidità di manovra. A togliere le castagne dal fuoco, nonostante la temperatura primaverile, ci pensa Cossu. Punizione-gioiello dal limite dell'area, tutto spostato sulla sinistra. Traiettoria imprendibile e 2-1. Il Nespoli se lo gode.
Altalena di emozioni. Ancora una volta però la partita ricomincia da dove sembrava finita. L'Olbia perde un pallone in uscita, il centravanti del Cynthia Attili non ci pensa due volte e spara un missile che finisce nell'angolo alla destra di Ciotti. Tutto questo al 45', tanto che la palla non viene messa a centrocampo ma si torna subito negli spogliatoi. Il secondo tempo è la fotocopia del primo: dopo una sua traversa al 2', il capocannoniere dell'Olbia, Giuseppe Mastinu, su assist del solito Cossu, supera con un pallonetto Tomarelli e porta i bianchi in vantaggio per 3-2. Ma la giostra non finisce di girare e al 28' il Cynthia pareggia su un calcio di punizione in area, col centrale Scardola che mette dentro dopo un presunto fallo su Dametto. L'ira dell'Olbia si incanala nella motivazione di una rincorsa furiosa. Ma è ancora Cossu a disegnare calcio: da un suo corner Miceli in torsione di testa trova l'angolo basso e il 4-3 finale. Delirio collettivo. Il numero 7 esce tra gli applausi. Lui e Mastinu hanno fatto la differenza. Ma lo spirito di questa squadra è anche nella partita del capitano Molino, al servizio dei compagni e pronto a sacrificarsi. Messi così, si può guardare davvero in alto.
Giandomenico Mele
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
