SERIE A»RILANCIO BIANCOBLÙ
SASSARI. Ora occorre arrivare ai playoff e siamo sicuri di poterlo fare, i compagni mi hanno raccontato che lo scorso anno tutto è stato resettato e così hanno vinto lo scudetto»: è Josh Akognon il...
SASSARI. Ora occorre arrivare ai playoff e siamo sicuri di poterlo fare, i compagni mi hanno raccontato che lo scorso anno tutto è stato resettato e così hanno vinto lo scudetto»: è Josh Akognon il simbolo di questa Dinamo rigenerata che sprizza energia da tutti i pori. «Sono contentissimo della vittoria, soprattutto sono colpito dalla positività del gruppo. È stato un successo di squadra – dice il play – e per quanto mi riguarda credo di poter fare ancora meglio un po’ in tutto». Il nigeriano loda il coach: «Pasquini è stato davvero bravo nel gestirci in questa settimana sia nel riposo che nell'allenamento, abbiamo lavorato tanto ma mantenendo le nostre energie». E ammette che i ritmi rispetto al campionato cinese da cui proviene sono molto diversi: «Completamente. Qua il basket è molto più fisico e il pubblico molto più coinvolto. Ma sto cominciando ad abituarmi e devo dire che l’atmosfera mi piace moltissimo». L’impressione che la squadra sia più unita dopo la partenza forzata di Mitchell? «Perdere un compagno è sempre brutto, ma di positivo c’è che ora abbiamo addosso più responsabilità. Anche Calvani ha fatto bene, ma Pasquini ha preteso tanto dalla squadra è si è accertato che tutti i giocatori capissero quello che voleva e ciò cui si doveva puntare. E io mi sento sempre più partecipe».
«Gara da vincere a tutti i costi, tosta e fondamentale per noi – dice Jack Devecchi –. Volevamo fare bene in casa dopo il regalo nel finale a Trento, sapevemo che non era facile, Caserta aveva bisogno di punti per la salvezza matematica. Il gioco è stato troppo meccanico per mezza gara, eravamo poco sciolti. Break e controbreak, ma sapevamo che noi avevamo 12 uomini da far ruotare, mentre loro avevano rotazioni corte e potevano pagare: così è stato. Noi abbiamo alzato l'intensità difensiva (l’attacco non andava male) e la gara ha girato dalla nostra».
La gara è cambiata quando si è invelenito il clima: «Nelle ultime tre gare si è visto che la differenza la può fare il cuore che metti in campo – dice Rok Stipcevic –. Ora stiamo lottando, ed è quello che Freddy (Pasquini, ndc) chiede a tutti». Ma anche prima si lottava, e allora? «Una cosa è lottare, un’altra è gettarsi su ogni palla a capofitto, come se fosse l'ultima. È diverso. Dobbiamo essere noi a vincere quella gara e anche questa volta è andata così, non era facile ma lo volevamo assolutamente ed è questo che conta. Ora abbiamo 4 partite, gli altri risultati non ci interessano. troviamo un Torino che forse è tra le prime tre squadre più informa del momento. Da lunedì mattina pensiamo solo a questo».
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