La Nuova Sardegna

Sport

La Dinamo riparte da orgoglio e fiducia

di Andrea Sini

In un campionato che non ha ancora emesso sentenze, la crescita a livello di gruppo dei sassaresi fa ben sperare

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Sulla carica agonistica stavolta ci siamo, sul resto si può continuare tranquillamente a lavorare, con una classifica migliore e un bel po’ di serenità in più nel motore. C’è una Dinamo che combatte e che ci crede, dietro la vittoria di domenica pomeriggio contro la JuveCaserta. Una vittoria che vale molto più di quanto non dica la classifica, perché al di là del bel passo in avanti fatto in chiave playoff, il Banco di Sardegna formato Pasquini ha scoperto qualcosa in più dentro se stessa.

Inutile e forse fuorviante parlare di svolta, perché questa squadra da settembre a oggi ha fatto di tutto per non lasciare alcun punto di riferimento a tifosi e osservatori dal punto di vista della continuità. Però, con quattro giornate ancora da giocare nella regular season, i segnali arrivati nelle ultime tre partite vanno in un’unica direzione. Dopo la terribile batosta di Pesaro, sono arrivate tre prestazioni unite da un filo conduttore: contro Capo d’Orlando, un po’ come domenica contro Caserta, la squadra sassarese si è sbloccata dopo l’intervallo, giocando gli ultimi due quarti con il coltello tra i denti. Lo stesso atteggiamento visto il sabato di Pasqua al PalaTrento, dove però Logan e compagni sono andati a scontrarsi con una squadra caricata a molle dopo avere eliminato Milano in Eurocup e capace di tirare fuori energie forse inaspettate.

Contro una Pasta Reggia Caserta “corta” ma dotata di giocatori di grande talento, il Banco è riuscito a svoltare convertendo a proprio favore alcuni episodi di per sè negativi, in particolare i fischi arbitrali che hanno portato al fallo tecnico alla panchina e tutto il nervosismo conseguente. La carica data dal pubblico e trasmessa alla squadra anche dallo stesso coach Pasquini ha trasformato gli equilibri sul parquet, con la squadra di Dell’Agnello che non è riuscita a contenere la prima spallata ricevuta dalla Dinamo e alla lunga ha pagato anche la fatica.

«Il fallo tecnico non è stato la svolta, ci vuole ben altro – ha sottolineato a caldo Federico Pasquini –, ma tutti in questa squadra si sentono una parte importante dell’insieme a partire dagli italiani, giocatori di esperienza che hanno vinto e sanno fare quel che serve per compattare la squadra. Ma quello che mi piace di più è il feeling tra italiani e stranieri».

Una vera novità, almeno per questa stagione, dove lo spogliatoio è rimasto sempre formalmente unito ma di fatto le varie anime che lo compongono (italiani, veterani, stranieri) non hanno mai dimostrato di essersi fuse in maniera ideale.

L’altro elemento positivo è la ritrovata voglia di David Logan e di esprimersi sul parquet come leader e di prendere per mano la squadra. Contro Caserta l’ex giocatore dell’Alba Berlino ha risposto presente da tutti i punti di vista: tanti canestri, una buona difesa, ma anche una condotta da protagonista del gioco, testimoniata dai tanti falli subiti (8 in totale, 3 nel solo ultimo quarto). Un segnale confortante per un gruppo che lavora sulla coesione interna ma che ha disperato bisogno di un condottiero che tolga le castagne dal fuoco nei momenti meno brillanti.

Il campionato intanto continua a riservare sorprese che pare essere ancora lontano dall’emettere le proprie sentenze: il primo posto di Milano non è ancora garantito, la griglia playoff è tutta da fare, la lotta per non retrocedere riguarda teoricamente almeno otto squadre. In questo contesto, la Dinamo tutta cuore e orgoglio si candida a diventare la scheggia impazzita di questo finale di stagione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative