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Il Gran premio di Monza torna a rischio Ecclestone stuzzica gli organizzatori

Il Gran premio di Monza torna a rischio Ecclestone stuzzica gli organizzatori

Rinunciare a un paio di ruote per mantenerne quattro. Potrebbe essere la soluzione. Monza, estromessa dal calendario del campionato del mondo delle Superbike, nutre ancora speranze di essere presente...

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Rinunciare a un paio di ruote per mantenerne quattro. Potrebbe essere la soluzione. Monza, estromessa dal calendario del campionato del mondo delle Superbike, nutre ancora speranze di essere presente in quello della Formula 1 anche nel 2017. Per permettere alle moto di correre serve un intervento sul tracciato, con la collocazione di una chicane in grado di neutralizzare la curva Biassono (già curva Grande o curvone), che le due ruote oggi affrontano in piega anche a 250 chilometri orari ma che non dispone di adeguate via di fuga.

Una modifica che farebbe infuriare Bernie Ecclestone, secondo cui il tracciato brianzolo perderebbe parte del suo fascino. Una modifica che ha già messo sul piede di guerra gli ambientalisti della zona, visto che porterebbe all’abbattimento di numerosi alberi. La pista, almeno per il momento, è rimasta invariata e così niente moto, almeno per il 2016.

Le buone notizie per gli appassionati di Formula 1, però, finiscono qui: il tanto atteso prolungamento dell’accordo con il manager inglese, patron della Formula 1, non arriva. Il denaro (servono 18 milioni di euro annui), che comunque potrà essere raccolto anche attingendo ai guadagni generati dal Pubblico registro automobilistico, resta l’ostacolo maggiore. «Le difficoltà sono tante, stiamo cercando di superarle. Mi aspetto che Ecclestone capisca l’importanza della vicenda, anche se poi alla fine è soprattutto, anche se non del tutto, una questione di soldi», ha ammesso il presidente dell’Automobile club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani, che è stato più volte a Londra per trattare con il capo del Circus.

Utilizzando un eufemismo si può dire che Ecclestone non sia un estimatore di Andrea Dell’Orto e Francesco Ferri, i due principali personaggi in capo alla Sias, società che gestisce l’autodromo e che vorrebbe portare a Monza più corse di più categorie possibili – moto comprese, naturalmente – per rientrare degli altissimi costi di gestione che, al 31 dicembre del 2015, hanno fatto registrare un risultato negativo di quasi un milione e mezzo. «Faccio fatica a pensare che il rinnovo della concessione dipenda da una questione personale fra me ed Ecclestone, probabilmente mi stanno attribuendo troppa importanza. Sono stato nominato con l’obiettivo di ristrutturare e rilanciare l’autodromo. Ho ereditato una situazione molto pesante sotto il profilo economico e non ho alcuna intenzione di andarmene», ha precisato Dell’Orto.

Ecclestone, intanto, è tornato a parlare della vicenda da Manama, in occasione del Gran premio del Bahrain. «Un futuro in Formula 1 senza il Gran premio d’Italia? È strano perché non l’avrei mai immaginato senza un Gran premio in Francia, eppure è quanto successo. Per decidere servirà un’altra riunione, ma bisognerà aspettare», ha raccontato.

Le alternative non paiono mancare. Si vocifera di un ritorno di Las Vegas, che potrebbe sostituire proprio Monza e non Austin, raddoppiando così le gare in terra statunitense.

Nella capitale del Nevada (e del gioco d’azzardo) si corse nel 1981 e nel 1982 su un tracciato ricavato nei parcheggi intorno all’hotel-casinò Caesars Palace: nella seconda circostanza fu il compianto Michele Alboreto, su Tyrrell, a vincere il suo primo Gran premio in assoluto davanti al nordirlandese John Watson (McLaren) e all’americano di Roma Eddie Cheever, a bordo di una Ligier. «Ne stiamo parlando, potrebbe essere una soluzione interessante», ha puntualizzato Bernie, che ha già manifestato l’intenzione di affidare il progetto della pista al fido designer tedesco Hermann Tilke, lo stesso ad avere ideato i tracciati di Sepang, Singapore, Abu Dhabi e Baku, tra gli altri.

Mauro Corno

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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