«Viva il campanile, ma vinca il migliore»
La sfida tra Torres e Nuorese vista dai tifosi eccellenti
di Antonello Palmas
e Pierluigi Piredda
SASSARI
C’è una vicinanza ben superiore ai chilometri che separano Sassari e Nuoro, un’affinità che lega i due centri oltre il territorio. Lo raccontava Sebastiano Satta nel suo capolavoro Il giorno del giudizio, dei suoi studi universitari e della città di Sassari, continuano a farlo decenni e decenni dopo altri illustri nuoresi trapiantati a Sassari, come fanno sull’altro versante i numerosi illustri sassaresi che hanno messo radici a Nuoro. Sono magistrati, dirigenti, medici, numeri uno nel loro settore. E lo sono anche nello sport, che domani pomeriggio a Sassari vivrà in amicizia e sintonia un derby vero.
Qui Sassari. Innumerevoli i nuoresi che vivono a Sassari e per i quali il derby tra Torres e verdeazzurri è un rebus del cuore difficile da risolvere. «Sono come sospeso tra due mondi– dice Piero Mannironi, ex caporedattore della Nuova – a Nuoro ci sono le mie radici, ma vivo bene nella città dell'accoglienza. Sportivamente parlando, nel derby il cuore batte per la Nuorese, anche se abitando a Sassari tifo Torres: mio padre Costantino era terzino di quella squadra a cavallo degli ani 40-50, lo voleva Bernardini alla Lazio. E poi, io facevo atletica e mi allenavo al Quadrivio, quindi la vicinanza con i giocatori di calcio era notevole. Mio mio figlio, pur essendo nato a Sassari, tifa Nuorese e ha la bandiera verdeazzurra in camera. Io spero solo che ci si diverta e sia un giorno di festa».
Tonia Cucca, una delle più straordinarie giocatrici di pallamano mai viste in Italia, dopo aver smesso di giocare è rimasta a Sassari: «Il calcio non mi prende troppo, seguo un po’ la Juve perché il mio compagno è bianconero, di Torres e Nuorese non so granchè. Ormai vivo a Sassari da 15 anni, ho tre figli (una di 5 anni,una di 5 mesi e uno di 14 anni in affido). Gestisco il Caffè Italiano in via Roma. Qui vivo benissimo, non è una metropoli, ma c'è tutto ciò che mi serve. Nuoro però ce l'ho dentro: anche se qui c’è il mare a due passi, mi manca l’Ortobene. Salirci ti rigenera. La gente è diversa: i nuoresi all'inizio sembrano chiusi, rocce, ma se riesci a entrare nel loro animo sono accoglienti. I sassaresi? Più simili a milanesi o romani, ma quasi tutti i miei amici sono qui». Insomma, domenica non si tifa: «No – ride –, non conosco il nome di nessun giocatore».
Luciano Mele, il presidente della promozione della Dinamo nella A di basket, concessionario di auto, è originario di Fonni: «Ero un bambino, 7 anni, quando andai via. Ma ho mantenuto le mie radici, sono attaccatissimo alle mie origini, mi sento fonnese al 100 per cento. Sono stato prima a Porto Torres e poi dall’80 a Sassari. Ma anche attaccatissimo a Sassari dove vivo da una vita, tanto che una delle mie attività fa riferimento proprio al nome Torres. Chiaro che la Nuorese è calcisticamente un punto di riferimento per la gente della Barbagia e vorrei davvero che potesse scalare i piani alti dello sport. Ma alla causa della Torres la mia famiglia ha contribuito non poco e mi dispiace se qualcosa non va bene. Così domenica dividerò il mio cuore: se fosse possibile darei tre punti a testa».
Qui Nuoro. Sono tanti i sassaresi che lavorano nel capoluogo barbaricino (anche chi scrive, plp), dove sono stati accolti in maniera eccezionale, con affetto.
Uccio Casu. «Sono e sarò per sempre estremamente riconoscente a Nuoro che mi ha dato una grande opportunità di crescita – ha detto senza troppi giri di parole, Gavino, anzi meglio, Uccio Casu, primario del reparto di Cardiologia dell’Asl 3, grande sportivo e nel passato medico della Dinamo basket –. Nuoro ora è la mia città . Ci sono arrivato nel 2009 e mi trovo benissimo, mi sono ambientato perché una città che sa accoglierti. Chi tiferò domenica? Lo spettacolo. Spero che il derby sia una grande festa di sport in campo e sugli spalti».
Mario Palermo. «Sono nato a Nuoro, dove ho trascorso la mia gioventù fino ai 19 anni e ho anche giocato nella Nuorese, ma il resto della mia vita l’ho trascorso a Sassari. Sono tornato a Nuoro nel 2014 dopo oltre 40 anni e domenica andrò a Sassari a vedere la partita – Mario Palermo è un nuorese di ritorno. Stimatissimo medico specialista di endocrinologia all’Università di Sassari, dal 29 dicembre 2014 è Commissario straordinario dell’Asl 3, dove sta facendo un lavoro eccezionale –. Tiferò Nuorese, ma allo stadio andrò con un amico torresino doc, l’architetto Pietro Di Stefano. Spero di assistere a un bello spettacolo, la partita è molto sentita e non posso mancare visto che in campo ci sono i colori di tutta la mia vita: quelli verdeazzurri della Nuoree e quelli rossoblù di Sassari che mi ha adottato con affetto».
Angelo Multinu. La sua grande passione è il basket e non manca mai sugli spalti del palazzetto per vedere la Dinamo, ma domenica andrà al Vanni Sanna. «Chi tiferò? Lo spettacolo – ha ammesso candidamente il primario di Ginecologia e Ostetricia dell’Asl 3, dove è arrivato nel luglio 2012 –. Nuoro mi ha accolto benissimo e ora è la mia città».
Ninni Meloni. Il prefetto di Nuoro è sassarese e grande tifoso della Torres. Da giovane ha anche giocato a calcio. Domenica sarà alla stadio. «Ma sarò molto combattuto – ha spiegato il prefetto, che è al suo primo incarico di altissimo livello ministeriòle –. Nuoro mi ha accolto in maniera eccezionale, mi sento coccolato, ci sto bene. Sono arrivato nel novembre 2013, ma il tempo è volato perché l’accoglienza è stata davvero ottima. E allora, domenica spero che vinca lo spettacolo». A Nuoro sono molti i sassaresi che ricoprono incarichi di rilievo: il procuratore della Repubblica, Andrea Garau, la vicequestore vicario Giusy Stellino, la direttrice delle Poste, Rita Delrio e tanti altri ancora.
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