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Grande spettacolo, uno spot per il calcio

di Pier Luigi Piredda
Grande spettacolo, uno spot per il calcio

Nella tribuna, gremita come ai vecchi tempi, i sindaci-tifosi di Sassari e Nuoro hanno trepidato per le loro squadre

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SASSARI. Tutti chiedevano spettacolo e spettacolo è stato. In campo e sugli spalti. Grande derby e una bellissima festa di sport. Tifo caldissimo, fischi e applausi per tutti i 90 minuti di gioco e alla fine abbracci sinceri per sancire un’amicizia vera. Ha vinto la Torres, ma la Nuorese la partita se l’è giocata alla grande.

In tribuna i tifosi delle due squadre hanno trepidato e sofferto fino al gol del 2-0 di Gueli al 88’. Nelle curve le due tifoserie non hanno smesso un istante di incitare i loro beniamini, senza cori di scherno, ma solo con canzoni inneggianti la squadra del cuore. Da Nuoro sono arrivati almeno un centinaio di supporters, una parte dei quali, gli ultrà (in pullman), sono stati sistemati in curva ospiti. Se in campo ha vinto la Torres, sugli spalti hanno vinto entrambe le squadre. Che bello uno spettacolo così. Un vero spot per il calcio, altro che limitazioni e supercontrolli, solo una sana rivalità sportiva conclusa con un grande applauso collettivo.

«Nel primo tempo la Torres ha gestito la situazione dall’alto di una cifra tecnica un po’ più elevata di quella avversaria e ha segnato una rete bellissima frutto proprio di un’azione spettacolare e tecnicamente pregevole – ha detto il sindaco di Sassari, Nicola Sanna, che ha seguito l’incontro insieme all’assessore allo Sport, Alessio Marras, e al sindaco di Nuoro, Andrea Soddu –. Nel secondo tempo, la Nuorese ha provato a raddrizzare la partita, ha gestito meglio il pallone e provato a impensierire la Torres. Sì, un po’ di preoccupazione l’ho anche avuta, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Grande spettacolo, sono contento».

«Peccato – ha replicato il sindaco di Nuoro –. Dopo un primo tempo di sofferenza, nella ripresa la Nuorese ha giocato bene e messo in difficoltà la Torres. Ho sperato nel pareggio, ma è stata solo una speranza visto che, nonostante il predominio territoriale, l’unico tiro in porta è arrivato su punizione – ha concluso Andrea Soddu –. Cappai è stato bravo e il portiere della Torres bravissimo a deviare. Comunque, è stato un bellissimo spettacolo. Onore a tutti i protagonisti in campo e anche al pubblico».

«Bello spettacolo, bella partita, ma il risultato proprio non riesco a farmelo piacere – ha sottolineato ironicamente Michele Artedino, presidente della Nuorese –. Avrei preferito vincere e ricevere meno complimenti – ha continuato il presidente, confermando quanto sangue verdazzurro scorra nelle sue vene –. Tutto ha girato bene, tranne il risultato finale. La squadra ha giocato, tutti si sono impegnati ma alla fine restiamo con un pugno di mosche».

In tribuna anche molti ex-ex: giocatori che hanno giocato nella Nuorese e nella Torres. «Nel secondo tempo la squadra mi è piaciuta, è stata più propositiva e ha cercato di imporre il gioco – ha spiegato il nuorese doc di Monte Gurtei Paolo Demarcus, il “rosso” di capelli, che adesso ha sostituito con un’abbondante spruzzata di bianco, indimenticato grintoso centrocampista tuttofare di entrambe le squadre – . Ma se non si tira in porta è difficile fare gol. Comunque, la Nuorese mi è piaciuta. E anche la Torres che, a dire il vero, mi è sembrata più squadra con il giusto mix tra giocatori di esperienza e giovani»,

Ad ascoltarlo quasi sorpreso per l’analisi perfetta dell’incontro è Walter Tolu, l’ala destra di una Torres fantastica e di una Nuorese da sogno, che con le sue volate sulla fascia ha fatto impazzire i tifosi di entrambe le squadre. «Bella partita – ha detto Tolu –, anzi bel primo tempo giocato su livelli veramente elevati. La ripresa è stata meno spettacolare, ma la Nuorese ha dimostrato di non essere inferiore alla Torres. Però i rossoblù non sono mai andati in affanno e questo dimostra la forza della squadra. La Nuorese avrebbe dovuto tirare di più in porta».

Lucida anche l’analisi di un altro grande ex giocatore, Franco Bruno, che continua a calcare i campi di calcio con le squadre “over” e vecchi glorie. «Lasciamo perdere il risultato e guardiamo lo spettacolo in campo e sugli spalti– ha sottolineato –. Due società così non possono rimanere in serie D».

«Noi eravamo altra cosa – ha concluso Sergio Pinna, portiere-icona rossoblù – ma è stata una bella partita. Ma è un primo passo per vedere nuovamente e al più presto il grande calcio a Sassari e a Nuoro».

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