Il Sorso in nove beffa il Portotorres
Critiche per il gol del rossoblù Cagnoni annullato per fuorigioco
PORTO TORRES. In una partita maschia, contraddistinta da una contestata direzione arbitrale, il Sorso (in doppia inferiorità numerica) beffa il Portotorres e tiene ancora accese le speranze matematiche di poter raggiungere il primo posto. I turritani devono invece fare il mea culpa per il macroscopico errore difensivo che ha dato il via libera al raddoppio romangino e per non aver sfruttato a dovere la superiorità numerica nella mezzora finale. La cronaca della gara si infiamma nei primi minuti di gioco: Carrozzi tira a botta sicura e il difensore ospite devia la traiettoria, mentre sul traversone di Saba è abile Congiatu ad anticipare tutta la difesa e insaccare il vantaggio. La formazione di casa rimane frastornata dall’avvio veemente degli ospiti, che rischiano anche di raddoppiare con una azione fotocopia e con gli stessi protagonisti. Nell’occasione l’estremo Giovanni Sanna sbroglia l’intricata matassa e incita i suoi compagni a una pronta reazione. Le uniche azioni degne di nota arrivano però dalle conclusioni di Fabrizio Serra, prevalentemente alte o sul fondo, e per il resto il gioco stenta a decollare nel reparto nevralgico. Nella ripresa il Portotorres rientra in campo più determinato a recuperare lo svantaggio, e sulla punizione a centro area del solito Serra calcia alto da buona posizione la mezzala Sotgiu. Le intemperanze sorsesi, nonostante il vantaggio, indispettiscono l’arbitro, che nel giro di pochi minuti sbatte il cartellino rosso in faccia a Mereu e Manca. Forti del doppio vantaggio numerico i rossoblù raggiungono il pari col bomber Serra al 62’, rasoterra sottomisura, ma 10’ dopo il centrale difensivo Lepori si fa soffiare la palla dal nuovo entrato Zuddas, che riporta in vantaggio la squadra di Leoncini. L’undici allenato di Batteta riesce di nuovo a riacchiappare il pari all''80 con Cagnoni, ma il direttore di gara annulla per fuorigioco non accorgendosi del giocatore del Sorso fermo sulla linea di porta. Una beffa nella beffa, con la consolazione che i turritani raggiungono la matematica salvezza a.
Gavino Masia
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