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Tifosi divisi ma sulla A non hanno dubbi

Tifosi divisi ma sulla A non hanno dubbi

Sui social si legge di tutto: dito puntato sull’allenatore, anche i giocatori nel mirino

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CAGLIARI. Malumore, rabbia e attaccamento alla squadra. «Qualcuno pensava che andare in A fosse uno scherzo: il Cagliari di Zola ha perso nove volte ed è salito con 83 punti. Serve calma». In città, da "Tramer di Gianni", la voce dei tifosi è pacata. «Quando hanno vinto quattordici partite su quindici in casa, nessuno contestava. Ora, sono tutti commissari tecnici», dicono al Liberty cafè. Insomma, pareri in altalena. Feroci, impietosi, frutto di analisi meditate. Sul web e sui social il tono sale.

Non mancano critiche per capitan Storari. «Tra Bari, Lanciano, Livorno, Brescia, Crotone, Spezia, Ascoli e Perugia ha fatto qualche sciocchezza. Agazzi ne faceva di meno ed era massacrato pure per mine all'incrocio». E ancora. «Ad Ascoli sembravano decisi: due errori, due gol, Non meritavamo di perdere. Ma dobbiamo svegliarci», scrive Alessio. «Nelle ultime otto gare abbiamo fatto due vittorie, cinque sconfitte e un pari. Su 24 punti ne abbiamo fatto 7, qualcosa non va», spiega Augusto su CagliariBlob1920.

Giovanni “fucila” Rastelli: «Cosa aspetta il Cagliari Calcio ad esonerarlo?». Per Andrea serve serenità: «La terza in classifica è a -11, chi se ne frega se abbiamo perso cinque partite delle ultime 8, sarete i primi a salire sul carro dei vincitori. Abbiate rispetto del Cagliari». Si torna sulla condizione fisica. Michelino manda al diavolo il tecnico e i giocatori: «Sono spompati fisicamente e psicologicamente!».

Efisio mette pace: «A cosa serve continuare a buttare benzina sul mister e sulla squadra? É un momento nero. Adesso si vedono i veri tifosi, quelli vicino alla squadra». Marco inquadra le punte: «Il gran reparto offensivo è un mezzo bluff: 18 palle gol e nessuno su azione contro una squadra e una difesa indegna! Volevamo Giannetti e lui si trasforma in Farias, 5 palle gol sprecate, Cerri segna poco di suo, Marco Sau è sempre rotto. In A, servirà ben altro!». (m.fr.)

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