Un solo successo a Reggio, ma valse il tricolore
I biancoblù tornano per la prima volta al PalaBigi dopo la vittoria in gara sette della finale scudetto
SASSARI. Una sola vittoria sul campo di Reggio Emilia, ma pesante, pesantissima, perchè fu quella in gara 7 che il 26 giugno 2015 regalò lo scudetto ai biancoblù. La Dinamo non può aver paura delle statistiche e delle strisce positive e si appresta a giocare domenica al PalaBigi con la leggerezza mentale di un grissino e la certezza che dopo quanto accaduto nella serie finale dei playoff ad avere più paura di questo scontro devono essere i biancorossi. Che pure hanno un record da brivido: non hanno mai perso in casa nella stagione in corso: dodici vittorie in dodici gare. In compenso la squadra di Massimiliano Minetti (a proposito, è a -1 dalla centesima vittoria in serie A), capolista a fianco dell’Olimpia Milano, si appresta a ricevere la formazione sassarese con la stessa allegria con cui si accoglie l’esattore delle tasse.
Nel girone di andata la Dinamo targata Calvani giocò al PalaSerradimigni la sua gara forse più bella, vincendo in maniera netta per 94-70, trascinata da un super Logan. Era il 23 dicembre e gli emiliani dovettero mandare giù un panettone davvero indigesto nel sentire il coro dei supporters di casa che ricordava il concetto più pesante da metabolizzare: “I campioni d’Italia siamo noi”. In compenso La Grissin Bon ha già avuto modo di prendersi una sua rivincita sul Banco di Sardegna: è successo a Torino il 26 settembre in semifinale di Supercoppa: successo emiliano per un solo punto (79-78), poi saranno i reggiani a trionfare in finale.
“Tutto molto bello”, così come le statistiche riguardanti gli scontri diretti tra le due squadre, leggermente a favore della Reggiana: delle ventotto gare giocate, ne ha vinto quindici contro le 13 dei sassaresi. Su dodici giocate al PalaBigi, il Banco ne ha perse undici e vinte una; su tredici gare al PalaSerradimigni, invece, Sassari ha sorriso per 10 volte con tre sconfitte. E poi ci sono gli scontri in campo neutro, tre, con due vittorie degli isolani.
A far divenire per sempre una gara speciale lo scontro Sassari-Reggio è stata però la vittoria in gara sette (75-73) di una serie di finale playoff leggendaria, tra due formazioni che si temevano e stimavano, sostenute da due tifoserie che nelle gare di regular season avevano avuto modo di creare legami poi dissoltisi nel nulla. In quella Reggiana non ci sono più i Cervi, i Cinciarini (che a Milano ha continuato a rimuginare lasciandosi andare a dichiarazioni fuori luogo su presunti furti di scudetti) e i Diener, per non parlare della Dinamo che ha preferito cambiare quasi tutto. Ma certe sensazioni sono come i diamanti, per sempre.
Antonello Palmas
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