La Grissin Bon perde Della Valle Nel Banco si scalda D’Ercole
SASSARI. «Continuiamo a lavorare per fare il nostro basket: non vogliamo adattarci agli avversari, semmai deve essere il contrario». Federico Pasquini, un po’ coach e un po’ psicologo per curare i...
SASSARI. «Continuiamo a lavorare per fare il nostro basket: non vogliamo adattarci agli avversari, semmai deve essere il contrario». Federico Pasquini, un po’ coach e un po’ psicologo per curare i complessi della Dinamo, tira dritto e punta all’obiettivo playoff. Lo sprint finale prevede per la sua squadra un trittico di sfide da brividi, a partire da quella di domenica sera al PalaBigi di Reggio Emilia. Coach Menetti non potrà contare su Amedeo Della Valle: ieri la società emiliana ha ufficializzato il forfait dell’esterno azzurro, bloccato a causa del perdurare di un fastidio all’anca. Dopo gli esami medici, a Amedeo Della Valle è stato prescritto un periodo di riposo di 10 giorni a causa di un’infiammazione all’articolazione dell’anca.
La Dinamo, dal canto suo, non potrà contare su Formenti, fermatosi per un problema a un ginocchio. Ma per Pasquini non c’è problema: «Matteo in questo momento ci stava dando una grande mano, ma abbiamo un roster lungo e possiamo contare su D’Ercole, che sinora ha giocato poco non perché non sia all’altezza, ma proprio perché ha tanti giocatori davanti. Sono convinto che saremo comunque competitivi».
Poi il coach analizza i migliori momenti della sfida contro Torino. «Ciò che più mi ha colpito è il fatto che il nostro migliore quarto a livello offensivo, il terzo, con 34 punti, abbia coinciso con la nostra migliore frazione a livello difensivo. E di quella fase della gara – sottolinea Pasquini – ciò che mi ha colpito di più è il divertimento con il quale hanno partecipato al gioco i lunghi: quando si difende e si corre, solitamente chi si diverte sono i piccoli. Invece in questo caso Varnado e Kadji sono stati protagonisti. Tatticamente stiamo provando varie cose, compatibilmente con il tempo a disposizione. Mi piace cambiare ritmo al match e ai ragazzi chiedo sempre di fare le cose con la massima intensità». (a.si.)
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