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CICLO CHIUSO MA NON SERVE FARE DRAMMI

Sbagliava chi ha pensato a uno stratagemma di capitan Barazzutti. Schierare Francesca Schiavone, 36 anni il 23 giugno, numero 90 al mondo ma trionfatrice al Roland Garros 2010 e finalista l’anno...

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Sbagliava chi ha pensato a uno stratagemma di capitan Barazzutti. Schierare Francesca Schiavone, 36 anni il 23 giugno, numero 90 al mondo ma trionfatrice al Roland Garros 2010 e finalista l’anno successivo, contro la numero 4 Wta Garbine Muguruza, 23 anni in agosto, non è stata una scelta: la nostra numero 2 Sara Errani, 20 Wta, non è scesa in campo per un guaio muscolare alla coscia destra. Così è toccato alla milanese giocare. L’altro match della prima giornata del turno di accesso al World Group della Fed Cup aveva protagoniste d’obbligo: Roberta Vinci, numero 1 d’Italia e 8 Wta, contro Carla Suarez Navarro, 2 di Spagna e 11 Wta. È finita con due sconfitte che fanno male, ma danno il quadro del tennis azzurro femminile di prima fascia, il più ammirato, come squadra, dell’ultimo decennio. Perché bisogna partire dai risultati: l’Italia di Schiavone, Pennetta, Errani e Vinci ha vinto la “Davis rosa” nel 2006, nel 2009, nel 2010 e nel 2013 e ha perso la finale a Mosca nel 2007. Solo la Russia di Saharapova e Kuznetsova ha fatto di meglio nel terzo millennio, con quattro titoli e altrettante finali. Le ceche hanno vinto tutte le loro quattro finali. Un ciclo così sarà irripetibile nel prossimo decennio perché non c’è ricambio generazionale. La migliore italiana nata negli anni ’90 è Camila Giorgi, 24 anni, che ha come coach un padre che non intende venire a patti con la Federazione e sta impedendo alla figlia una carriera, se non più ricca di soddisfazioni, almeno indipendente da continue irruzioni e intemperanze. Poi, il vuoto o quasi.

Non bisogna fare drammi. Il tennis è caratterizzato da cicli, con paesi che producono talenti a getto continuo o restano sterili per lunghi periodi. Resta il fatto che, pur avendo cinque italiane nelle Top 100 (Vinci, Errani, Giorgi, Knapp, Schiavone) più Flavia Pennetta che è tutt’ora numero 12 anche se non gioca da gennaio, rischiamo un periodo di scarse soddisfazioni. A meno che qualche teenager si faccia avanti, come accadde quasi vent’anni fa con le nostre veterane ormai in disarmo.

@claudiogiua

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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