Spagna amara L’Italia rischia di finire in serie B
Schiavone e Vinci entrambe ko nel singolare Pesa l’assenza per infortunio di Sara Errani
ROMA. Il risveglio è di quelli brutti. Dopo dieci anni di trionfi e di soddisfazioni le azzurre del tennis rischiano di ritrovarsi nella serie B della Fed Cup, cosa che non accade da diciotto anni. Manca soltanto una partita, un niente. A Lleida la Spagna conduce 2-0 sull’Italia: Garbine Muguruza, numero 4 della classifica mondiale, ha superato 7-6 (4), 6-0, in poco più di un’ora e trenta minuti di gioco, Francesca Schiavone (n. 90 Wta), che aveva sostituito Sara Errani (n. 20 Wta), alle prese con un risentimento muscolare.
Poi Carla Suarez Navarro ha disposto di Roberta Vinci con un eloquente 6-1, 6-1. Sul punteggio non c’è nulla da dire. Recriminare, invece sì, e tanto. Ad esempio, sull’infortunio a Sara Errani (bicipite femorale dolente), e poi sulla puntura di un’ape a Francesca Schiavone nel momento topico del primo set, sebbene lei non ritorni sull’argomento ma sui propri errori. «Ho sbagliato una volèe decisiva sul 4-4. La mia volée, era facile. E prima ancora avevo sbagliato anche due dritti semplici. Avessi vinto il primo set sarebbe potuto cambiare tutto. Non so come avrebbe reagito lei, e io avrei preso fiducia, perché in questo momento non ho vinto tanti match. È colpa mia il calo di energia nel secondo set».
Francesca Schiavone tornava titolare in azzurro dopo 4 anni: «Bellissimo, un’emozione. Certi pensieri mi sono passati davanti, anche perché potrebbe essere l’ultima volta».
Potrebbe esserci anche oggi, se Sara Errani resta fuori dal match ma, per sapere se la sua partita sarà decisiva, dovrà attendere un segnale da Roberta Vinci, che ieri non è riuscita a fare il suo gioco: «Ho giocato male, sebbene la Suarez abbia giocato benissimo. Il suo modo di giocare mi dà molto fastidio, e sulla terra è una delle più forti al mondo. Peccato per la fase iniziale del match, ho avuto qualche occasione però sono stata poco incisiva, dovevo cercare di sfruttare di più il mio dritto».
La tarantina però cerca di digerire la botta e andare avanti: «Certo, trovandoci 2-0 sotto dopo la prima giornata non è molto facile, ma tutto può ancora succedere». Le rimonte, in Fed Cup, ci sono sempre state. L’Italia ne è stata vittima lo scorso anno contro la Francia, ad esempio, ed è quello che ha ricordato in serata capitan Barazzutti alle sue ragazze: «Così va lo sport, adesso la situazione è molto complicata. Le ragazze faranno tutto il possibile, vediamo cosa succede oggi nel primo singolare, e poi decidiamo anche sull’eventuale utilizzo di Sara».
Per una volta non c’è pretattica nelle parole di Barazzutti: la stessa romagnola ieri s’è detta «ottimista», ma la sua presenza è legata ovviamente all’importanza della partita. Certo che, considerando gli scontri diretti contro la Suarez Navarro a suo favore (8-3), sarebbe bello vederla e saperla in campo. Ad ogni modo occorrerà prima il riscatto di Vinci contro la Muguruza per tenere ancora viva la speranza di restare nel match, altrimenti l’Italia scivolerà nel secondo gruppo della Fed Cup. Proprio la Muguruza s’è detta sorpresa di giocare contro la Schiavone, e non con la Errani, per poi commentare la rinuncia della Giorgi alla maglia azzurra: «Sì, non è facile mettere insieme gli impegni individuali con quelli di squadra. A me, personalmente, piace molto giocare per la Spagna. Mi aiuta».
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