La Dinamo l’ha fatto ancora I playoff sono in cassaforte
Nessuno aveva violato Reggio Emilia dal 26 giugno 2015, il giorno dello scudetto sassarese Prestazione monstre di David Logan, e finalmente nel finale non c’è stato il temuto calo
INVIATO A REGGIO EMILIA. Tosta, pazza, vincente, finalmente spietata. La Dinamo torna sul luogo del delitto e conquista ancora lo scalpo della Grissin Bon Reggio Emilia, sino a ieri capolista della serie A. I sassaresi di Federico Pasquini passano al PalaBigi, teatro dello scudetto, vincendo per 98-102 al termine di un match tirato da impazzire. Da quel 26 giugno 2015 qui non aveva più vinto nessuno.
La chiave. Trascinati da un Logan mostruoso (37 punti e 9 falli subiti) i biancoblù conquistano la quarta vittoria nelle ultime 5 gare e staccano per il sesto anno di fila la qualificazione ai playoff scudetto. La grandissima costanza in attacco, la difesa a zona con Sacchetti centro e la grande freddezza nel finale, non solo dalla lunetta, sono le chiavi di una vittoria che rilancia nettamente le quotazioni dei sassaresi.
La partita. Con Formenti fermo ai box, Pasquini dà fiducia a D'Ercole, che parte in quintetto insieme a Logan, Akognon, Kadji e Varnado. La squadra vicecampione d’Italia si presenta priva di Della Valle e Golubovic, e con Silins e Lavrinovic non al top. Il primo quarto è da fuochi d’artificio, con la Dinamo che non è perfetta in difesa ma inizia assai presto a bombardare dalla lunga distanza. Dopo il 17-10 per Reggio, Logan si scatena, D’Ercole trova la tripla e in un batter d’occhio il Banco è avanti 20-26 (schiacciata impressionante di Alexander). Alla prima sirena è 27-30, ma la Dinamo non smette di correre: i punti di Stipcevic e Devecchi portano i biancoblù a +9 (29-38) a 7’50”. Le sbavature non mancano, ma nella bolgia del PalaBigi Stipcevic infila la tripla del 36-45 a 4’01”, poi la Grissin Bon aumenta la pressione e la Dinamo rifiata: in 2 minuti arriva un controbreak di 8-0 (44-45), spinto da De Nicolao e Aradori. Nel momento più difficile però arriva il solito Logan, che infila 7 punti consecutivi (e siamo a quota 24) e permette ai biancoblù di andare al riposo sul +6 (46-52).
La battaglia. La squadra di Pasquini riparte con il piglio giusto, Akognon e Kadji spingono sull’acceleratore (50-58). La squadra di Menetti reagisce con Aradori e Veremeenko (54-58), ma il nervosismo è a fior di pelle. Nella stessa azione Kadji si vede fischiare un antisportivo, Veremeenko un tecnico e si va avanti più dalla lunetta che altro: a metà quarto è +3 (58-61), poi una fiammata del solito Logan e di Akognon lanciano ancora i sassaresi, che trovano il nuovo +9 (61-70). Match chiuso? Neanche per idea: Reggio riprende coraggio e in due minuti piazza un break di 9-0, con Aradori che impatta a quota 70 a 54" dalla sirena. Al 30” è +3 (70-73) e il finale si fa incandescente: Devecchi e Stipcevic sono caldi, a 7’16" dalla fine è +8 (73-81). La squadra di Menetti paga dazio alla zona sassarese con Sacchetti centro. La tripla di Stipcevic e i tre tiri liberi di Logan lanciano in orbita la Dinamo, +14 (73-87) a 6’25".
Il sigillo. Non è finita neppure stavolta: Reggio la mette sulla bagarre, Aradori e Polonara colpiscono, Akognon e Logan rispondono con triple da una tonnellata. Sull’82-93 a 3’20”, sembra finita davvero, ma la Reggiana ha mille vite e a 30” dalla sirena Aradori dalla lunetta sigla il -1 (94-95). È un mezzo minuto infinito: Alexander inventa un gioco da 3 punti, Kaukenas e Aradori hanno ancora sprint ma i chiudere definitivamente i conti è uno Stipcevic glaciale dalla lunetta con 4/4 per il 98-102 finale. Stavolta non c’era lo scudetto in palio, ma al PalaBigi c’è sempre più gusto.
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