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Calangianese e giovane, l’impresa di mister Sassu

di Pietro Zannoni
Calangianese e giovane, l’impresa di mister Sassu

A soli 29 anni ha guidato i giallorossi, la salvezza in Eccellenza è un capolavoro Fanatico del 4-3-3, buone parole per tutti. E la società ha risparmiato il 40%

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CALANGIANUS. Sabato nell’anticipo dell’ultima giornata di Eccellenza contro il San Teodoro, al Signora Chiara si è chiusa una delle pagine più belle della storia dei giallorossi. Complimenti ai giocatori e ai dirigenti per il bel campionato, ma applausi sinceri e calorosi soprattutto a un giovanotto calangianese di 29 anni, mister Alessandro Sassu, che la sua bella impresa l’ha compiuta. Ha guidato, lui tecnico esordiente, i giallorossi per 30 gare (11 vittorie, 11 pari, 8 sconfitte), ha collocato la sua squadra sempre in una tranquilla zona di classifica, conquistando anche alla quinta giornata la prima piazza. Ha il merito di aver battuto la prima della classe, il Latte Dolce, all’esordio per 1-0 e aver segnato nel campo della vincitrice del campionato ben tre reti, pur perdendo 5-3. Per i tifosi giallorossi un campionato sin dall’inizio tranquillo, senza far ricorso alla classica margherita: ci salviamo o no? Nessun pericolo nemmeno quando ci furono cinque sconfitte di fila fra la 13esima e la 17esima giornata. Merito di Alessandro e dei suoi collaboratori da lui scelti: il preparatore Bruno Ena e l’allenatore dei portieri Lello Aisoni.

Insomma applausi meritati per il mister trovato in casa. E si sa bene che su quella panchina di mister se ne sono bruciati non pochi. E poi un’altra difficoltà superata: essere un mister calangianese. Ultimo ostacolo: Alessandro aveva l’handicap della poca esperienza Da giocatore qualche spezzone di gara sotto mister Mamia nel 2010. Nella sua testa già un idea però gli frullava: diventare allenatore. Inizia nella juniores della Juve Luras, poi una breve parentesi nella juniores del Fiesole, juniores giallorossa e poi l’estate scorsa, fra i rimbrotti di papa Nicola che lo vorrebbe operativo in pianta stabile nella sua azienda, la Nord-legno, eccolo mister del Calangianus.

Gli scettici erano tanti, giudicati spregiudicati i dirigenti, giovani come lui. Mister Sassu si sceglie subito i giocatori, e la squadra piano piano diventa una bella realtà. «Sono soddisfatto del piazzamento ottenuto – dice - ci siamo fatti valere, ringrazio i giocatori perché ho trovato giovani davvero in gamba, direi dei veri uomini. Non chiedetemi di fare graduatorie, ognuno ha dato ciò che gli ho chiesto. E poi grazie al pubblico che ci ha seguito con tanta passione».

I tifosi ringraziano mister Sassu. Un giovanotto sempre educato e rispettoso di tutti, non si è lasciato mai condizionare dall’ambiente. Non è uno che sbraita e urla. Sereno e portato a dialogare, la sua scommessa l’ha vinta. Un suo limite per i tifosi? La caparbietà con cui tiene al 4-3-3. Un’impresa sportiva, la sua, riuscita in pieno. Ma nel Calangianus 2015-2016 importante anche il quadro del bilancio della società. Alessandro Piga, a nome del trio che ha guidato la società (Francesco Corongiu, Alessandro e Antonio Piga), presenta questi dati: «Abbiamo dimezzato di un 40% le spese rispetto all’anno scorso. Questo grazie all’essere partiti bene a luglio. Aumentati gli ingressi allo stadio e gli abbonamenti, abbiamo ricucito i contatti con società con cui c’erano tensioni, e saldato ogni rimborso spese. Ora vari giocatori si sono offerti per giocare con noi. È un segno che abbiamo operato bene».

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