Stipcevic, il profeta: «L’avevo detto»
Il play croato grande protagonista del finale al PalaBigi: «Stiamo crescendo»
REGGIO EMILIA. «La freddezza degli ultimi minuti? È tutta la vita che lavoro per essere pronto in quei momenti». Nessuna spocchia ma solo l’orgoglio di chi sa cosa vuole e si impegna a fondo per raggiungere l’obiettivo. Se David Logan è la punta di diamante della Dinamo, con le sue giocate di classe sopraffina, Rok Stipcevic incarna alla perfezione la “fame” e la voglia di vincere. Anche a Reggio Emilia il play croato si è confermato l’uomo degli ultimi minuti, quello che nei momenti più difficili riesce a dare il meglio. Nove punti nell’ultimo quarto, quattro su quattro dalla lunetta negli ultimi 15 secondi di gioco, a completare una prestazione maiuscola: 16 punti, 4 assist, 2/4 da due punti, 2/4 da 3. «No, non ho paura, sono abituato a prendermi le mie responsabilità – sottolinea l’esperto giocatore di Zara, che il mese prossimo compirà 30 anni –, ma dopo una vittoria come questa è ingiusto soffermarsi sui singoli. Ogni giocatore ha dato il suo contributo, David ha fatto canestro in ogni modo ma da ogni singolo sono arrivate giocate importanti. Magari non vistose, ma comunque decisive».
Parole da vero leader, per un giocatore che – con tutte le differenze del caso – sta andando a occupare nello spogliatoio la casella lasciata libera da Shane Lawal, vero trascinatore della scorsa stagione. Dopo la sconfitta di Trento, Stipcevic sentenziò: il prossimo arrivo punto a punto sarà nostro. Detto, fatto. «Ora ci siamo ricompattati e stiamo migliorando settimana dopo settimana. Abbiamo più autostima e fiducia neo nostri mezzi. Questa vittoria, anche per il modo in cui l’abbiamo difesa e conquistata, ci darà moltissimo per il morale».
Stipcevic è andato in doppia cifra in dieci delle ultime 12 partite e nel girone di ritorno ha visto la sua media punti crescere vertiginosamente: da 7,9 a 10,9 punti. «Vogliamo chiudere la regular season nel migliore dei modi e poi dare tutto ai playoff – dice il nazionale croato, che poi chiude con un pensiero per i tifosi sassaresi. «A Reggio erano tantissimi, ci hanno davvero dato una spinta in più». Non male, detto da uno che ha conosciuto i campi più caldi d’Europa. (a.si.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

