Capitani molla, la Torres passa a Piraino e soci
Nel nuovo gruppo dirigente l’algherese Adzovic il sassarese Antonio Carboni e il romano Minunzio
SASSARI. E’ finita l’era Capitani. La notizia era nell’aria e ha trovato conferma ieri con il passaggio di mano del cento per cento delle azioni della società rossoblù dall’imprenditore di Cisterna a un nuovo gruppo. L’uomo forte della cordata che ha rilevato la squadra sassarese è Daniele Piraino, un procuratore sportivo siciliano con un passato calcistico non del tutto immacolato, residente da anni a Castelsardo. Con lui entrano nel direttivo Massimo Adzovic, un imprenditore algherese titolare dell’Eurometal - azienda specializzata nel recupero di materiali ferrosi con sede nella zona industriale di San Marco - Antonio Carboni, un agente di commercio sassarese, ed Emilio Minunzio, un funzionario nazionale dell’Asi Sport. Il nuovo gruppo non ha in programma presentazioni ufficiali se non alla fine del campionato (l’ultima partita è in programma al Vanni Sanna l’8 maggio) ma Daniele Piraino non si è sottratto alle domande della “Nuova”.
Possiamo dire che avete chiuso la trattativa?
«Sì, abbiamo firmato il passaggio delle quote anche se stiamo facendo delle verifiche contabili che ci porteranno via un po’ di tempo. Ci stanno lavorando il nostro commercialista, Andrea Baeli, e il commercialista di Capitani. Ci sono diverse cose da controllare, ma l’operazione ormai è chiusa».
E’ stato difficile convincere Capitani a passare la mano?
«Direi di no. La trattativa andava avanti da qualche giorno perchè Capitani chiedeva garanzie su chi sarebbe subentrato al suo posto. Voleva essere sicuro di cedere le chiavi a un gruppo di persone in grado di portare avanti i progetti di rilancio del club rossoblù».
Lei era già dirigente del settore giovanile. Ha giocato in casa.
«Io faccio calcio da 20 anni. E Capitani lo sa. Devo dire che ho avuto una sponda in Manolo Patalano, che conosco da tempo e che ha mediato tra i due gruppi».
Quindi Patalano resta nel board rossoblù.
«Non ne abbiamo parlato, ma Manolo è un amico. Ci incontreremo la settimana prossima e se lui chiederà di rimanere non ho nulla in contrario. Gli aiuti sono tutti graditi».
A proposito di aiuti avete già qualche idea sulla prossima struttura societaria?
«Per il momento stiamo ancora facendo i conti. Posso però anticipare che abbiamo trovato un primo sponsor importante nella Crs International, una società che si occupa di distribuzione di caffè e di vini in tutta Italia e che si sta facendo largo anche nel mercato sardo. Abbiamo firmato un contratto per tre anni».
Ha già incontrato la squadra?
«Assolutamente no. La squadrea deve stare tranquilla e pensare a concludere il campionato nel modo migliore. E’ in corsa per i playoff e deve crederci. In questo momento i giocatori e lo staff tecnico non devono essere distratti da altre vicende. Li incontrerò più avanti quando avremo le idee più chiare».
Domenica era in tribuna a Civita Castellana. Non è stato un gran match.
«Voi siete stati troppo buoni nei giudizi. Diciamo che stata una gara mortificante che mi auguro non si ripeta. Quindici giorni fa con la Nuorese ho assistito a una partita ben diversa».
Che idea si è fatta?
«Sto facendo le mie valutazioni, anche perchè dovremo decidere su quali giocatori puntare e quali ruoli andranno invece puntellati. Però anche questo è un discorso prematuro. Adesso la squadra ha bisogno di serenità e dell’appoggio di tutti»
Di solito quando c’è un cambio di presidente c’è sempre la promessa della promozione. La farà anche lei.
«Sono troppo esperto per non capire che non ha senso promettere miracoli. Voglio riportare la Torres tra i professionisti ma, soprattutto, voglio mantenercela. Per riuscirci bisogna fare progetti a lunga scadenza. Diciamo che in tre anni dovremo essere in grado di tornare in Lega Pro con una squadra competitiva e con una società risanata e solida. Spero di convincere altri imprenditori sardi a darci una mano».
L’ultima volta che ci siamo sentiti ha parlato di una lunga amicizia con l’ex presidente Antonello Lorenzoni. Conferma.
«Come no. Con Antonello ci conosciamo da tempo è c’è un rapporto di amicizia e di stima. Gli ho chiesto più volte consigli e spero che voglia continuare a darcene».
Altri progetti?
«Lo ha già detto lei. Vengo dal settore giovanile e la nuova società partirà proprio da li. Stiamo programmando un campus estivo e abbiamo altre iniziative di cui avremo modo di parlare».
Domenica sarà in tribuna? Sa che era almeno un anno che al Vanni Sanna non si vedeva il presidente?
«Da ieri c’è una nuova società. E riprenderemo certe buone abitudini».
Antonio Ledà
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