Cagliari, sette scalini verso il parAdiso
Il calendario a 5 turni dalla fine non è nemico ma mancano 7 punti e sabato al Sant’Elia con il Lanciano serve la vittoria
CAGLIARI. La trasferta di Como è andata. Un pareggio amarognolo. Inutile girarci attorno: contro l'ultima in classifica della B che ha 43 punti di distacco, si è rivisto il Cagliari impreciso, distratto, a tratti lezioso e incapace della cattiveria killer che chiude le partite.
Sabato arriva il Lanciano. Con 5 punti di penalizzazione - più multa e inibizione ai vertici per violazioni Covisoc ("doveri di lealtà, probità e correttezza su pagamento ritenute Irpef e contributi Inps per emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori...") che si aggiungono ai 2 presi a inizio stagione, gli abruzzesi sono a quota 38: zona playout. Facile immaginare che Cragno e soci mettano un pullman di fronte alla porta.
Un po' come il Como, lesto a impensierire Storari in contropiede, sarà il Livorno, atteso al Sant'Elia sabato 30.
A seguire, il 6 maggio alle 20.30 si vola a Bari: scontro delicato. Meglio arrivarci con la classifica giusta. Quindi, Salernitana in casa e Pro Vercelli (20 maggio) in Piemonte.
Prendere il taxi per la A sembra facile. E lo è. Più complesso, come auspica società, staff tecnico e squadra, rimontare il Crotone: a pari punti vince il Cagliari, in vantaggio negli scontri diretti (4-0 e 1-3). Ma non è detto. La squadra di Juric ospita il Como, va a Modena, riceve il Latina, sbarca a Trapani e chiude con l'Entella allo "Scida". Mentre il Trapani di Cosmi se la vede prima in casa con Cesena e Novara, poi vola Vercelli.
A 61 c'è il Pescara, ma questa è un'altra storia.
"Dobbiamo stare sereni, con la consapevolezza dei nostri mezzi, senza farci prendere dall'ansia" rilancia il tecnico di Pompei. Ma con tre partite interne Sau e soci hanno l'obbligo di provarci senza alcun cedimento. In attesa del Bari.
Pur con il classico "giochiamo un partita per volta", i riflettori portano a Rosina e soci. Premesso che non sono concessi passi falsi in casa, serve testa e maturità per evitare ansia e ombre. Con 15 punti a disposizione per salire in A con la matematica e senza play off servono 7 punti.
"Dobbiamo pensare solo a vincere per fare il maggior numero di punti possibili da qui alla fine" è il mantra di Rastelli.
Ma il Bari (-9 dai rossoblù) non molla. Con Paparesta che ha ceduto quote al miliardario malese Noordin ("Tra cinque anni siamo in Champions"), i pugliesi giocano sabato al San Nicola con il Modena (piena corsa salvezza con un ritrovato Granoche) e poi vanno dal Perugia di Bisoli: aria calda al "Curi", il tecnico deve salvare la pelle. A seguire, Brescia fuori e Trapani in casa.
Di fatto, prima della trasferta pugliese, battere Lanciano e Livorno (ora con 36 punti) è l'imperativo. A quota 78, se anche il Bari vincesse le due partite, salirebbe a 69 prima dello scontro diretto con i Quattro mori.
Insomma, un punto per chiudere la faccenda cadetteria dopo appena un anno.
A fare la differenza c'è l'approccio mentale e la determinazione. È su questo fronte che Rastelli ha il suo daffare. A partire dai primi undici. Con il recupero di Joao Pedro, l'assetto è quello solito. Mentre dietro può anche esserci un leggero turn over. Infine, con Di Gennaro dal via e in attesa del vero Sau, la musica cambia. Ci sarà da soffrire. Ma la strada è segnata.
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